Attiva, via alle udienze davanti al giudice civile per gli interinali
Sì è conclusa con un rinvio, ieri mattina nel tribunale civile di Pescara, la prima udienza di una delle 70 cause di lavoro intentate dagli ex dipendenti di Attiva nei confronti dell'azienda...
Sì è conclusa con un rinvio, ieri mattina nel tribunale civile di Pescara, la prima udienza di una delle 70 cause di lavoro intentate dagli ex dipendenti di Attiva nei confronti dell'azienda municipalizzata che si occupa della pulizia e della raccolta dei rifiuti in città. Gli ex precari di Attiva, rimasti senza occupazione, da circa quattro mesi sono in presidio permanente davanti al municipio per chiedere una soluzione. I procedimenti sono stati intentati dai dipendenti che a partire dal biennio 2007-2008 sono stati assunti da Attiva tramite agenzie interinali, con contratti di somministrazione a tempo determinato, rinnovati per periodi di 3 o 6 mesi fino allo scorso anno. I legali dei ricorrenti, Carlo Alfani e Fabio Di Paolo, hanno chiesto la nullità dei contratti, per frode alla legge e per nullità della causale apposta sui contratti, con la quale è stata giustificata la scadenza degli stessi. Ieri, gli avvocati di Attiva, Osvaldo Galizia e Luca Grossi, hanno presentato un'eccezione preliminare, invocando la decadenza dell'azione legale sulla base della legge Fornero, che impone di impugnare i contratti entro un termine di 60 giorni. Secondo i legali dei lavoratori, però, l'eccezione non può essere accolta, in quanto la legge Fornero è del luglio 2012, mentre i contratti dei ricorrenti sono stati stipulati nel 2007 e nel 2008. Il giudice Federica Colantonio ha rinviato l'udienza al 5 luglio prossimo e in quell'occasione scioglierà la riserva. Nel frattempo, oggi e nei prossimi giorni, proseguiranno le udienze dei singoli procedimenti intentati dagli ex dipendenti di Attiva, ma verosimilmente anche negli altri casi verrà riproposta la stessa eccezione difensiva, con conseguente rinvio.

