Attrezzi rubati nell’auto In 3 traditi da una busta

PESCARA. Andavano in giro di sera su un furgone pieno di materiali e attrezzature rubate: denunciati dai poliziotti della stradale di Pescara tre romeni di 35, 36 e 44 anni, uno residente a...
PESCARA. Andavano in giro di sera su un furgone pieno di materiali e attrezzature rubate: denunciati dai poliziotti della stradale di Pescara tre romeni di 35, 36 e 44 anni, uno residente a Montesilvano, gli altri due a Vigevano, vicino Pavia, e in Inghilterra. Al momento i tre, difesi dall'avvocato Tullio Zampacorta, devono rispondere di ricettazione.
Martedì, attorno alle 22, il furgone su cui viaggiavano, un Ford Transit, è stato notato da una pattuglia impegnata nei servizi di controllo, nella zona di via Raiale, vicino alla Fater. Il mezzo è stato fermato per un controllo e i tre sottoposti ad accertamenti. Ma gli agenti, insospettiti dal loro atteggiamento, hanno voluto ispezionare il furgone, trovando di tutto all’interno del portabagagli, persino una motozappa.
In particolare, c’erano un tagliaerba, un compressore, un decespugliatore, due trapani a batteria, un altro trapano elettrico dentro una custodia e, ancora, una valigetta di plastica contenente bulloni e viti, una levigatrice, uno zaino pieno di attrezzi vari e delle scarpe, una busta shopper con dei componenti elettrici.
Alla richiesta di che cosa facessero con quegli attrezzi e dove l’avessero presi, i tre, uno dei quali con precedenti, non hanno saputo rispondere, per cui si è intuito che fosse merce provento di furto. La conferma è arrivata subito dopo, grazie a una busta di plastica, trovata tra il materiale nel furgone, in cui era indicato il nome di un vivaio di Cepagatti. Dalle verifiche, è venuto fuori che, tranne la motozappa, le attrezzature che erano sul mezzo, erano state rubate proprio in quell'attività. E sono state poste sotto sequestro. Contattato dai poliziotti, il titolare del vivaio ha spiegato che gli erano state portate via il giorno prima. Per i tre è scattata la denuncia. Ora le indagini vanno avanti per capire se siano responsabili anche di altri furti messi a segno, nell'ultimo periodo, nell’area metropolitana. (a.d.f.)

