Aumentano i casi, Parruti: «Attenzione alle varianti»

25 Gennaio 2021

In Abruzzo 325 nuovi contagi e tasso di positività in crescita rispetto ai tamponi eseguiti L’infettivologo: «Tutti ora devono mantenere alto il livello di guardia, anche i vaccinati»

«Queste varianti ci obbligano a mantenere alta, vaccinati o non vaccinati, la difesa contro il virus». L’infettivologo Giustino Parruti analizza la situazione dei contagi da Covid-19 in Abruzzo, dove ieri si sono registrati 325 nuovi casi di positività e sono stati comunicati altri 8 morti, di cui quattro riferiti ai giorni precedenti. E l’esperto Parruti, proprio alla luce degli ultimi dati tiene alta l’attenzione sull’emergenza.
I NUMERI. L’ultimo bollettino parla di 325 nuovi casi emersi dall’analisi di 4.700 tamponi molecolari e 8.548 test antigenici. Il tasso di positività è del 6,91% rispetto ai tamponi molecolari effettuati. Scende ovviamente al 2,45% se si considerano anche i test antigenici, ma i casi positivi che vengono di solito comunicati emergono solo dai molecolari. Un dato in crescita rispetto a quello del giorno precedente, quando la percentuale era del 5,74%.
I nuovi positivi hanno un’età compresa tra 4 e 99 anni. Il più giovane e la più anziana contagiata sono entrambi della provincia di Chieti. È, invece, la provincia di Pescara quella che fa registrare più positivi (119), seguita da quella di Chieti (88), L’Aquila (49) e Teramo (65). Altri quattro casi sono riferiti a residenti fuori regione o con residenza in accertamento.
Le località con più nuovi casi sono Pescara (51), Montesilvano (28), Sulmona (18), Chieti (16), Spoltore (11), Giulianova e Lanciano (10). I guariti salgono a 28.842 (+74), mentre sono 10.654 gli attualmente positivi (+243), 430 i ricoverati in area medica (+3), 44 quelli in terapia intensiva (+3), 10.180 in isolamento domiciliare (+237).
I MORTI. I quattro decessi più recenti sono un 81enne di Ortona, una 85enne di Avezzano, un 89enne e un 75enne di Pescara.
PARLA L’ESPERTO. «Purtroppo permane una pressione abbastanza importante sul fronte della circolazione del virus», commenta l’infettivologo Parruti. Le varianti del coronavirus, in merito alle quali proprio ieri Il Centro ha dato notizia rispetto al fatto che negli ultimi giorni sono state all’origine di gran parte dei contagi, costringono a tenere altissima l’attenzione. Nonostante i vaccini che danno un contributo notevole alla lotta al Covid e nonostante le importanti misure che sono state prese per ora «la circolazione rimane ancora alta», avverte Parruti.
L’APPELLO. L’infettivologo è chiarissimo nel commentare la situazione attuale in Abruzzo. Un messaggio lo rivolge alla popolazione: «Nonostante la stanchezza che ciascuno di noi avverte, queste varianti ci danno l’obbligo di mantenere alta, vaccinati o non vaccinati, la difesa contro il virus perché il numero delle persone che lo diffonde cresce in proporzione al numero degli infetti».
Pertanto «paradossalmente dobbiamo avere ancora più accortezza di prima».
ZONA GIALLA. Intanto l’Abruzzo punta a diventare zona gialla dal 31 gennaio.
«Sotto il profilo sanitario la rete abruzzese è efficiente e quindi è capace di assorbire il carico assistenziale in modo distribuito sul territorio», commenta Parruti. «Detto questo seconde me la scadenza del 31 gennaio potrà essere perfettamente onorata», aggiunge, «però le oscillazioni del numero dei nuovi casi nelle prossime settimane proseguiranno a determinare un’altalena. Purtroppo nei prossimi mesi dovremo continuare a vivere con questa situazione, fino a quando non arriverà l’effetto della vaccinazione». Ed allora «il sistema dei colori è molto utile in questo senso, perché impedisce che la crescita dei casi superi le nostre capacità di accoglienza».
LE SCUOLE. Negli ultimi giorni ci sono stati anche problemi nelle scuole, con diversi casi in vari istituti della regione. «Sono un prezzo che è inevitabile pagare per la scuola in presenza», commenta Parruti analizzando quanto si sta verificando.
«È impensabile che si abbiano aggregazioni di persone per più ore senza rischiare di avere qualche contagio». Però l’esperto rimarca anche un altro aspetto, guardando l’altra faccia della medaglia. «Vediamo anche numerosi casi», conclude evidenziando il grande lavoro svolto «perché in questo periodo il numero dei test è stato altissimo. Per questo motivo i possibili focolai li abbiamo intercettati tutti precocemente».