Autismo, la Regione convoca finalmente le associazioni

PESCARA . Ci sono voluti due anni, ma finalmente qualcosa comincia a muoversi per i bambini e i ragazzi autistici abruzzesi, oltre 1.200. Lo scorso 21 dicembre la Regione ha inviato una nota a...
PESCARA . Ci sono voluti due anni, ma finalmente qualcosa comincia a muoversi per i bambini e i ragazzi autistici abruzzesi, oltre 1.200. Lo scorso 21 dicembre la Regione ha inviato una nota a diverse associazioni impegnate in prima linea nell’assistenza, per invitarle a nominare i rappresentanti che dovranno far parte del tavolo che dovrà tradurre in modalità operative la legge del 2015 varata per rispondere ai bisogni delle persone alle prese con problemi di autismo. Una buona notizia, per Dario Verzulli, dell’associazione Abruzzo Autismo, in una regione nella quale soltanto il 25% dei ragazzi autistici, al momento, può contare su percorsi che possano migliorare la qualità della loro vita. E con il suo 25% l’Abruzzo rappresenta una realtà virtuosa, rispetto a molti altri territori italiani. «È importante», spiega Verzulli, «che ci sia un rapporto diretto tra le associazioni e la Regione su un tema così particolare e anche così fresco, dal punto vista normativo». E la “freschezza” è rappresentata anche dalle pronunce difformi, in diversi tribunali abruzzesi, chiamati a pronunciarsi sulla questione. «Finalmente, a distanza di due anni», prosegue Verzulli, «si cominciano a intravedere effetti concreti. Il tavolo regionale è il primo passo concreto in questa direzione, nel quale saranno affrontati temi importanti, come l’aggiornamento delle linee guida. E in caso di esigenze particolari, queste potranno essere rappresentate direttamente alla Regione. Quello del contatto diretto con le famiglie è un sistema mai messo in campo prima, e che non ha eguali in Italia. Non ci stancheremo mai di dirlo, che l’Abruzzo, sia pure con “chiazze” enormi in termini di copertura dei servizi per i bimbi autistici, è una regione all’avanguardia. Un dato positivo, ma che non deve farci gioire troppo. Infatti, riesce a garantire la presa in carico del 25% utenti. Mi ha molto colpito la notizia di un bambino, residente in un’altra regione, che di recente è caduto dal quinto piano di un palazzo. In seguito si è saputo che quel bimbo era autistico. Si diceva che era costantemente seguito. Mi piacerebbe capire cosa significa seguito». Le associazioni hanno anche elaborato delle proposte per ampliare il ventaglio dell’assistenza. Proposte già avanzate all’assessore alla sanità, Silvio Paolucci, e che saranno discusse al tavolo che la Regione convocherà con le associazioni.

