Auto lanciata sui pedoni, la follia dopo il colloquio per un lavoro

Il direttore del negozio Brico: «Poche ore prima avevo valutato Emanuele Travaglini non idoneo Era nervoso, non parlava volentieri della famiglia». E l’arrestato piange: «Sentivo rumori nella testa»
LANCIANO. Lunedì pomeriggio partecipa a un colloquio di lavoro e, martedì mattina, rischia di fare una strage su corso Trento e Trieste, a Lanciano. Emergono dettagli sulle azioni e gli spostamenti di Emanuele Travaglini, 28 anni di Casoli, arrestato per tentato omicidio dopo aver investito a tutta velocità e ferito due pensionati. Una fuga folle a cui ha posto fine lui stesso, consegnandosi ai carabinieri.
L’INCHIESTA
Poche ore prima dei due investimenti, Travaglini si era presentato a un appuntamento per trovare lavoro; un colloquio in cui aveva mostrato un certo nervosismo che la notte, probabilmente, forse non aveva placato. I carabinieri, che indagano con la collaborazione della polizia del commissariato, parlano di un raptus, un gesto improvviso che ha rischiato di fare una strage in una via affollata per i giorni di festa del settembre lancianese. Travaglini, rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo su disposizione del sostituto procuratore Francesco Carusi, sarà interrogato oggi dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa. Il 28enne, assistito dall’avvocato Alessandro Di Martino, potrà fornire la sua versione dei fatti e forse provare a spiegare il perché di un tale gesto.
IL COLLOQUIO
«Problemi caratteriali. Persona molto instabile. Non idoneo». Così Gianluca Micolucci, direttore del centro Brico Val di Sangro, ha descritto Travaglini che lunedì pomeriggio, alle 16, ha sostenuto con lui un colloquio di lavoro. Il 28enne, disoccupato, ha compilato curriculum e domanda per lavorare a Brico il 6 settembre e il 12 è stato chiamato per un incontro. Che, però, non è partito con il piede giusto. «È arrivato alle 16, mentre l’appuntamento era alle 16.30», racconta Micolucci, «e ha preteso di sostenere il colloquio perché alle 16.45 aveva un impegno. All’inizio l’ho invitato a togliersi la mascherina, noi rispettiamo il protocollo anti Covid, le distanze di sicurezza e abbiamo bisogno di vedere bene il viso dei candidati per poter giudicare anche la mimica facciale. È stato difficile fargliela togliere». Per far sentire a proprio agio i candidati, poi, Micolucci avvia la conversazione con domande sulla famiglia, gli interessi del futuro lavoratore. «Lui invece non era affatto a suo agio, si è innervosito tantissimo», precisa il direttore. «Ha raccontato di aver vissuto a Pescara 26 anni con la mamma e di essere tornato da circa 2 anni a Casoli. Ha riferito che, a Pescara, aveva lavorato in una pizzeria con il fratello. Ma non era molto preciso con i riferimenti temporali. Quando si parlava della mamma, si chiudeva. Non è mai stato aggressivo, ma stizzoso, tendeva a chiudersi». E di persona schiva e riservata parlano anche i pochi che a Casoli lo conoscevano, che ricordano anche che era iscritto all’università. Un ragazzo introverso, che usciva raramente. «Dopo il colloquio, non gli ho comunicato l’esito», precisa Micolucci, «è andato via lasciandomi il suo senso di instabilità».
«SENTIVO RUMORI nella testa»
Dall’uscita da Brico alle 16.45 di lunedì alle 9.50 del giorno successivo che ha imboccato a folle velocità corso Trento e Trieste, facendo piombare la città nel terrore, cosa è accaduto? Chi lo ha visto alla guida della Punto parla di un ragazzo accigliato e arrabbiato. Forse aveva avuto una discussione in casa? Al momento non ci sono certezze in questo senso. Di certo, stava vivendo una fase emotivamente delicata della vita. Martedì mattina è passato dal nervosismo al raptus di follia che poteva costare la vita a molte persone, fino al pianto in caserma. Quando si è costituito ha detto ai carabinieri: «Sento dei rumori nelle orecchie, nella testa». Ma il maggiore Fabio Vittorini, con il tenente Giuseppe Nestola, ha sottolineato che Travaglini era «pienamente consapevole di quanto fatto, ha riconosciuto la gravità del gesto». In passato, il ragazzo è stato sottoposto anche a visite psichiatriche.
L’INTERROGATORIO
Stamattina Travaglini, incensurato, si collegherà in videoconferenza per l’interrogatorio di convalida. «Non sono riuscito a parlare con il mio assistito e i familiari», dice l’avvocato Di Martino, «lo vedrò questa mattina e cercherò di chiarire alcuni fatti».
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