Automotive a 2 velocità: Honda in forte crescita, Sevel costretta allo stop

Vastese: le aziende si fermano a causa della crisi energetica Nel Teramano grande slancio dei settori edilizia e turismo
Aspettative e speranze. Il 2023 si apre con queste parole per Honda e Sevel, tra le due fabbriche più importanti del mondo automotive abruzzese.
l’automotive
Per il colosso nipponico delle due ruote il nuovo anno si apre decisamente bene. «Da quello che ci ha anticipato l'azienda che incontreremo a breve», spiega Domenico Bologna, segretario interregionale Fim-Cisl Abruzzo e Molise, «c'è un grosso boom di richieste di mercato. Si parla di 130mila pezzi e se si considera che negli anni bui della crisi si era ripartiti da 60mila moto, questo è un buonissimo salto in avanti. Honda sta investendo sul territorio: grazie agli accordi intrapresi da luglio sono stati assunti 150 dipendenti. L'obiettivo per noi adesso è consolidare questa produzione e con essa anche i posti di lavoro». Annata nera invece per Sevel che a causa della crisi dei semiconduttori, microchip e componentistica in generale nell'anno appena trascorso ha dovuto arrancare parecchio, con oltre un mese di lavoro perso e turni saltati e una chiusura della produzione a quota 200mila veicoli, con un "buco" di 100mila furgoni in meno rispetto agli anni precedenti. «Se ci fosse la fornitura, Sevel potrebbe tornare tranquillamente ai 18 turni», commenta ancora Bologna, «perché le richieste di mercato ci sono. Senza componentistica purtroppo si può creare il problema che la produzione si incroci con quella polacca (nello stabilimento di Gliwice in Polonia sono previsti 100mila furgoni l'anno ndc). Ma c'è anche da dire che finora non abbiamo ancora utilizzato nessuno degli strumenti intrapresi con le altre aziende, come ad esempio i contratti di espansione, una formula che prevede che si possa andare in pensione 5 anni prima e che vincola le aziende ad assumere un dipendente ogni tre andati via. In caso di problemi siamo pronti a far valere anche questo strumento».
NEL VASTESE
Oltre mille posti di lavoro persi. Aziende in pausa forzata a causa della crisi energetica. Il 2022 è stato per il Vastese un anno molto difficile . Negli ultimi mesi ci sono state avvisaglie di ripresa . Difficile fare previsioni sul 2023. «Personalmente», dice Emilio Di Cola, segretario provinciale della Cgil, «credo che il 2023 sarà ancora un anno con il freno a mano tirato. Inflazione e recessione saranno due spauracchi. Questo a causa della crisi che ancora coinvolge l'Automotive e il passaggio all'ibrido-elettrico. Parleremo ancora di ammortizzatori sociali . Il Vastese subirà meno l'impatto perché l'insediamento di Amazon ha riportato lavoro. Le assunzioni di Amazon corrispondono al negativo delle altre aziende che hanno ridotto gli organici». Prudente il giudizio di AssoVasto, l'associazione che raggruppa le imprese del territorio. «Le previsioni per il 2023», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana, «sono cautamente ottimistiche. Sarà l'anno dei nuovi investimenti in area Zes. L'anno dell'entrata a regime del polo Amazon ed anche l'anno di importanti erogazioni del Pnrr. Sarà un anno di avvio della programmazione regionale sui fondi strutturali europei Fse e Fesr grazie alla recente approvazione da parte della Commissione europea di oltre un miliardo all'Abruzzo fino al 2027. Certo i profili occupazionali ricercati sono fortemente mutati e servirà sempre maggiore formazione per accedere al lavoro e ambire ad una crescita professionale».
il teramano
Un 2022 in chiaro scuro per il lavoro in provincia di Teramo. Da un lato il grande slancio dell'edilizia e del turismo, dall'altro lo stallo di vecchie vertenze nell'industria, la precarietà nei servizi e l'incremento degli infortuni. A scattare la fotografia dell'anno andato è il segretario della Cgil Teramo, Giovanni Timoteo, che confida in un maggior impegno delle istituzioni sia nel sanare le ferite aperte che nel programmare azioni mirate a dare una prospettiva e una identità precisa al territorio. Sul tavolo ci sono da risolvere le problematiche dell'industria: «Abbiamo vertenze ferme al palo in realtà importantissime, come l'Atr e la Betafance, che non vedono uno sbocco; e non c'è certezza su che prospettive ci sono per l'automotive», spiega Timoteo, «va meglio per l'agroalimentare, che tiene bene e in taluni casi pianifica azioni di consolidamento e nuove assunzioni», aggiunge il segretario con riferimento in particolare all'Amadori che nelle scorse settimane ha annunciato 700 nuove assunzioni in tutta Italia, compreso nell'importante sito di Mosciano Sant'Angelo. A ripartire dopo il freno del Covid è stato il turismo che «nell'ultima ricerca del Sole 24 Ore vede la nostra provincia ottimamente collocata per attrattività culturale e ambientale, ma fra le ultime in Italia per accoglienza: significa che manca professionalità». Fra le note positive c'è l'edilizia che nel 2022 ha fatto registrare un aumento della massa salari del 25%.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

