Autovelox e multe L’esperto: sì ai ricorsi ma per più sanzioni

La mancata omologazione riconosciuta dal giudice di pace fa sperare migliaia di automobilisti. I consigli dell’avvocato
PESCARA. L’accoglimento del primo ricorso sull’autovolex della discordia di via di Sotto apre ufficialmente un precedente. La decisione del giudice di pace, Maria Caprara, di annullare le sanzioni di una automobilista colpita da 4 verbali per aver superato il limite di 30 km all’ora sicuramente invoglierà molti a tentare la strada del ricorso.
Il procedimento, seguito dall'avvocato Fernando Rucci, ha fatto leva su quattro principi: la mancata contestazione immediata, la mancata omologazione dell'autovelox, i problemi di taratura e l’affidamento a una società esterna di una parte dell'iter procedurale per la rilevazione dell'infrazione e l'inoltro del provvedimento contravvenzionale. A convincere il giudice di pace è stata la mancata omologazione dell'apparecchio. Un particolare che potrebbe aprire la strada a centinaia di ricorsi.
«Se l’autovelox è sempre lo stesso e il problema dell'omologazione c’è, allora realisticamente altri ricorsi saranno accolti», spiega Andrea Monti, avvocato esperto in diritto delle tecnologie dell’informazione, che però precisa: «Non è detto che la decisione di un giudice poi funzioni per tutte le altre, perché ogni causa fa storia a sé».
Ma chi dovesse decidere a questo punto di intraprendere il percorso legale, come deve muoversi? «Innanzitutto bisogna presentare ricorso entro i termini e chiedere all’amministrazione la sospensione del pagamento», specifica Monti. «In quel caso, quindi, la multa non va pagata, anche perché altrimenti significherebbe accettare la sanzione. Tuttavia è bene che il cittadino sappia che, qualora dovesse perdere il ricorso, si troverà a pagare la multa, a quel punto certamente per intero, le spese dell’avvocato ed eventualmente pure le spese legali del Comune».
In altre parole, secondo l’avvocato, infilarsi in un ricorso per una o al massimo due multe non vale la pena. Discorso diverso per più contravvenzioni. «In caso di vittoria, è chiaro che l’automobilista dovrà comunque sostenere i costi per l’avvocato, ma se va bene, il giudice potrebbe condannare il Comune a pagare le spese».
Oltre alla questione dell'omologazione dell’autovelox, secondo Monti c’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione, in favore dei cittadini. «Il regolamento sulla privacy che, tra le altre cose, si occupa di garantire che anche le pubbliche amministrazioni utilizzino i dati dei cittadini con degli strumenti appropriati, impone che quando ci sono dei procedimenti automatizzati per stabilire delle sanzioni ci voglia sempre il controllo umano. Nel caso dell’autovelox, la responsabilità dell’automobilista è accertata da una macchina. Questo impedisce che l’automobilista dimostri sul momento una buona ragione per aver commesso l’infrazione. Facendo un esempio estremo, immaginiamo che la persona stia correndo verso casa, dove si sta sviluppando un incendio. Se non c’è una verifica immediata, il cittadino è costretto a fare ricorso per far valere la sua giusta causa. In questo modo si trasforma da innocente fino a prova contraria a colpevole e si sposta sulle sue spalle, l’onere di dimostrare la non colpevolezza».
Intanto l'amministrazione ha deciso di non rinnovare la convenzione con la società fornitrice e quindi a fine mese l'impianto verrà tolto.

