Autovelox, ora il limite sale a 40 Uno spartitraffico in via di Sotto

Dopo le proteste per le multe, il sindaco Masci è pronto a innalzare la soglia dei 30 chilometri orari Partono i lavori per costruire un’isola, cancellati i parcheggi. Ma per ora il divieto di velocità resta
PESCARA. Autovelox di via di Sotto: il limite di velocità sarà innalzato a 40 chilometri orari. Lo comunica il Comune specificando però che prima dovranno essere realizzati alcuni «interventi di mitigazione della velocità» che partiranno da lunedì 12 aprile.
È prevista, infatti, la creazione di un’isola salvagente larga 8,90 metri, con due corsie centrali, tra la zona del rilevatore e la secondaria Virgilio, (il progetto è stato anticipato al Centro giorni fa dall’assessore alla Viabilità Luigi Albore Mascia) che cancellerà 4 posti auto nel tratto di via di Sotto interessato ai lavori.
Se ne parlerà in un vertice convocato per domani a palazzo di città dal sindaco Carlo Masci. All’incontro parteciperanno l’assessore Mascia e i dirigenti del settore Lavori Pubblici Fabrizio Trisi e Mobilità, Giuliano Rossi, che ieri, insieme al comandante dei vigili Danilo Palestini e il mobility manager Pier Giorgio Pardi, hanno effettuato un sopralluogo nella zona del civico 58, dove è posizionato l’autovelox, allo scopo di verificare le condizioni per la creazione dell’infrastruttura proposta da Mascia che ha sempre considerato i ritardi progettuali «tecnici e non politici».
Nel frattempo, però, il limite rimane fissato a 30 e i cittadini che percorrono il tratto con l’acceleratore premuto, corrono ancora il rischio di nuove, pesantissime, sanzioni. Le stesse che hanno già fatto infuriare i pescaresi protagonisti di manifestazioni in strada e firmatari di petizioni per elevare il limite a 50. Il consiglio comunale si è espresso in merito nei giorni scorsi e ha preso una decisione salomonica: 40 km orari. Il provvedimento non è ancora in vigore e non si placa l’ira di commercianti e residenti, inondanti di verbali, che raschiano il fondo di pensioni e stipendi per pagare le salatissime multe, anche fino a 600 euro. E che, esasperati, arrivano persino a scarabocchiare offese (“infami”, “zizzoni”) ai piedi del rilevatore.
Dopo giorni di contestazioni e proteste della popolazione, il Comune annuncia «l’intenzione», si legge in una nota «di dare il via libera ai lavori di sistemazione lunedì 12 aprile» con l’obiettivo di «completarli in pochi giorni e arrivare, così, all’innalzamento del limite di 40 rispetto agli attuali 30». «È stata questa l’indicazione fornita dal consiglio comunale», prosegue il dispaccio ufficiale «al quale l’amministrazione ha aderito in pieno spirito democratico per rimodulare una scelta compiuta nel 2013 (fu lo stesso Mascia, all’epoca sindaco, a introdurre il limite di 30 ndr) in base alle sollecitazioni della cittadinanza a fronte della conclamata pericolosità dell’arteria stradale per il mancato rispetto delle regole e dei limiti». Le multe, secondo il Comune, «interessano una percentuale residuale degli automobilisti» a fronte di una «schiacciante maggioranza che si è attenuta al rispetto delle regole mirate alla sicurezza dei pedoni, ciclisti, anziani e bambini». Sull’argomento interviene il consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli, secondo il quale «le multe erano premeditate» e il Comune «mira solo a fare cassa. Se si fosse voluta salvaguardare la sicurezza stradale il limite dei 50 sarebbe stato ben più che opportuno».

