Avvisi e nastri adesivi: spazi delimitati nei locali

10 Marzo 2020

Baristi con i guanti, meno sedie e tavolini, disinfettante sui banconi per i clienti  Ma a dominare è la paura: scarsa affluenza ovunque, incassi giù dell’80 per cento 

PESCARA. Nastri adesivi apposti sui banconi che delimitano le distanze. Baristi in servizio che indossano rigorosamente i guanti. Tavoli e sedie ridotti. E poi cartelli per ricordare a tutti la necessità di mantenere la distanza di almeno un metro gli uni dagli altri, oltre alle consuete, ormai assodate e assolutamente efficaci indicazioni sui comportamenti da adottare. Sono gli accorgimenti presi dai bar di Pescara per affrontare l'emergenza del coronavirus. Secondo le disposizioni contenute nel decreto della presidenza del Consiglio del ministri, per evitare folle e assembramenti e le indicazioni fornite dai vigili urbani ai gestori, già da ieri mattina i caffè della città hanno attivato tutte le misure del caso per tutelare la salute di clienti e operatori.
Il Bar Di Nicola, lungo via Cesare Battisti, aperto dalla mattina alle 7 fino alle 22 in genere, ma in questi giorni con chiusura anticipata, ha ridotto i tavoli e le sedie sia all'interno sia all'esterno. «Per ogni tavolino», dice Patrizia Pagliarella, «facciamo sedere al massimo due persone. Fino a domenica c'è stato movimento, da oggi», ieri, «invece l'affluenza è molto scesa. Si comincia a entrare sul serio nella giusta direzione e si comprende che ognuno deve fare la sua parte. In cassa abbiamo apposto tutte le indicazioni fornite dal ministero».
«Ci auguriamo che la situazione torni presto alla normalità», continua, «anche perché al momento noi commercianti siamo lasciati soli e senza tutele. Il nostro bar si trova in una Ztl, eppure quando abbiamo dovuto rimuovere sedie e tavoli, nessuno ci ha dato un'autorizzazione extra per arrivare con l'auto fino davanti al locale, che invece avrebbe agevolato molto questa operazione».
Tavoli in meno sia dentro sia fuori e postazioni numerate sul bancone, fino a un massimo di tre, sono le soluzioni adottate nel Caffè Excelsior lungo corso Umberto, i cui baristi indossano tutti i guanti. «Abbiamo suddiviso il bancone con delle strisce di carta gommata, così da delimitare gli spazi», sottolinea Carlo Miccoli, che domenica ha partecipato a un incontro in Comune con il sindaco Carlo Masci, proprio per individuare gli accorgimenti per frenare il contagio. «Abbiamo messo sul bancone il disinfettante e ridotto il numero di tavoli e sedie. L'affluenza è diminuita tantissimo e con essa gli incassi, tagliati praticamente dell'80 per cento».
A poche vetrine di distanza, un cartello all'esterno del tabacchino di corso Umberto, a firma della titolare Chiara Maria Cannuci, ricorda la distanza e invita all'ingresso un massimo di sei persone per volta all'interno dell'esercizio e di due nella sala lotto.
Al Caffè Venezia, dove sono stati sistemati vari avvisi per ricordare le distanze minime di sicurezza da mantenere, le bariste hanno scelto di indossare anche le mascherine durante il servizio.
Nei caffè di piazza Salotto gli accorgimenti sono ovviamente gli stessi. «Abbiamo ridotto il numero dei tavoli e delle sedie così da distanziarli», specifica Alessio Brigida, titolare di Agorà Caffè, in piazza Salotto. A notare una grande riduzione del passeggio è Bar Berardo. «Sia sul lungomare», commentano «sia su corso Umberto c'è molta meno gente in giro. È evidente che in tanti ormai sono rimasti a casa per ridurre i rischi. Dal nostro canto abbiamo preso tutti gli accorgimenti necessari, secondo le spiegazioni che ci hanno dato i vigili urbani nella giornata di domenica. Abbiamo apposto i cartelli per ricordare le distanze da mantenere ed esposto tutte le circolari. Abbiamo ridotto il numero dei tavolini e regolato le consumazioni al banco con piccoli accorgimenti, delimitando gli spazi attraverso l'utilizzo di nastri adesivi colorati. Stiamo facendo tutto il possibile per collaborare».
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