Avvocati, in 1.700 al voto per rinnovare il consiglio dell’ordine
Il presidente uscente Di Campli tenta il secondo mandato A sfidarlo è la lista capeggiata da Torino-Rodriguez
PESCARA. Il presidente uscente Donato Di Campli e il consigliere Ernesto-Torino Rodriguez: inizia la sfida per il rinnovo del consiglio dell’ordine degli avvocati di Pescara che viene eletto ogni due anni e che chiamerà a raccolta i quasi 1.690 avvocati che il 23 e il 24 gennaio voteranno i loro rappresentanti. Due le liste in campo, ovvero quella guidata da Di Campli e intitolata “Essere avvocati 2015” e quella il cui capolista è Torino-Rodriguez dal nome “Un nuovo consiglio”, che si sfideranno insieme all’outsider Fiorello Tatone che ha scelto di correre da solo. C’è chi promette più trasparenza e chi punta anche all’innovazione, chi al maggiore coinvolgimento nelle decisioni degli iscritti e chi al miglioramento del dialogo con la magistratura e con gli uffici giudiziari: le liste sono state depositate ieri e da oggi parte la caccia ai voti in uno dei mestieri più diffusi di Pescara.
Di Campli ritenta. Era stato eletto rompendo la presidenza quasi ventennale di Lucio Stenio de Benedictis e quest’anno il presidente uscente prova a riconfermarsi alla guida del consiglio. In lista con Di Campli ci sono molti appartenenti all’attuale consiglio tra cui anche il consigliere segretario Federico Squartecchia, l’avvocato che due anni fa risultò il più votato. Ecco i nomi dei 14 che corrono con Di Campli: Guido Cappuccili (attuale consigliere), Patrizio Cipriani, Lorenzo Cirillo (attuale consigliere), Fabio Corradini(attuale consigliere), Elena Di Bartolomeo, Ugo Di Silvestre(attuale consigliere), Monica Galasso, Filomena Mancinelli, Chiara Sabatini, Lucio Schiona, Andrea Scoponi(attuale consigliere), Gabriele Silvetti, Squartecchiae Carla Tiboni. E’ nel segno della continuità che si pone la lista “Essere avvocati” che tra gli obiettivi, com’è illustrato nel programma, si propone di istituire «un fondo di solidarietà, con previsione nel bilancio annuale dell’ordine di una somma pari al 2% delle quote di iscrizione dell’anno precedente, la creazione di uno “sportello previdenziale” curato da un consigliere e uno di ascolto degli iscritti». Ancora, la lista guidata dal presidente uscente intende «ricercare maggiori occasioni di collaborazione e di confronto con le associazioni forensi e rafforzare la presenza di Pescara negli organismi forensi».
La lista di Torino-Rodriguez. Punta all’innovazione e a vincere la crisi della professione la lista guidata dall’avvocato civilista e penalista Ernesto Torino-Rodiguez – attuale consigliere – e composta da questi 14 nomi: Salvatore Marco Coco (attuale consigliere), Giuseppe Cantagallo detto “Pino”, Laura Castellano (attuale consigliere), Marco Ciccocioppo, Pierclaudio Cieri, Antonio Colameco, Valentina Corcione, Pietro Maria Di Giovanni, Marco Giammaria, Emanuela Malatesta, Danielle Mastrangelo, Giampiero Sartorelli, Daniela Terreri e Gabriello Vigliotti. «Non può essere ignorata l’attuale situazione di grave crisi che investe il settore della giustizia afflitto da scarsità di risorse e di mezzi e dalla cronica carenza di organico che pesa sull’intera categoria e sui più giovani colleghio», è illustrato nel programma della lista che quindi vuole cercare di rispondere alla crisi attraverso «convenzioni, stipula di polizze di responsabilità professionale e lo sportello informatico». Ma la lista si propone anche di «modernizzare la professione» incentivando, ad esempio, «l’utilizzo di tutti gli strumenti possibili e garantendo un punto informativo di assistenza».
Tatone corre da solo. «Vaglio concreto e riscontro, anche critico, dei criteri di attribuzione soggettivi e oggettivi della giurisdizione soprattutto in grado di appello, allo scopo di evitare, quanto più sia possibile, il crearsi di situazioni di incompatibilità di intervento dei giudici»: è questo uno dei punti del programma dell’avvocato Tatone che corre da solo. Tatone si propone anche «l’analisi e l’interpretazione delle recenti norme processuali civili e penali che hanno riformato i giudizi impugnatori».
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