Avvocato aggredito sotto casa: la lite ripresa dalle telecamere

9 Gennaio 2022

Staffieri trascinata per i capelli e presa a schiaffi, la polizia indaga sul movente del gesto di violenza Ascoltate due testimoni che hanno visto una donna in azione: si indaga su uno scambio di persona

PESCARA. Potrebbe avere le ore contate la donna che giovedì scorso, verso le 13, ha aggredito l’avvocato Simona Staffieri, trascinandola per i capelli e prendendola a schiaffi sotto la sua abitazione. La polizia ha acquisito i filmati delle telecamere di un bar e ha ascoltato due testimoni che hanno assistito alla lite in strada: il cerchio si stringe intorno alla «donna bruna, capelli lisci con un cappello con visiera nero» entrata in azione insieme a un uomo rimasto «inerme». Persone, così ha raccontato Staffieri alla polizia, mai viste prima. Uno scambio di persona? Per adesso, è un’ipotesi presa in considerazione. Intanto, gli avvocati di Pescara e Chieti si schierano con Staffieri che dall’aggressione ha riportato un trauma cranico, contusione al ginocchio e frattura di un dito: Staffieri, componente del Comitato pari opportunità dell’Ordine di Chieti, ha ricevuto le telefonate dei presidenti del Consiglio dell’Ordine di Pescara, Bartolomeo Di Giovanni, e Chieti, Goffredo Tatozzi, e la solidarietà dei colleghi.
L’avvocato, assistita dal legale Stefano Sassano, ha affidato la sua verità a una denuncia presentata in questura. Ma, a fronte di una prognosi di 21 giorni, le indagini sono scattate d’ufficio: la polizia ha già identificato la coppia. E ora si indaga sul movente: in pochi giorni potrebbe arrivare la svolta. L’indagine ruota intorno a una domanda: perché quella donna ha seguito Staffieri dal giorno precedente e poi in via Venezia l’ha urtata «con un gesto non casuale» e l’ha pedinata fino all’androne del palazzo per scaricare la sua rabbia a schiaffi puntando al cellulare dell’avvocato? «Mi ha aggredito fisicamente, iniziando a colpirmi con schiaffi al volto e tirandomi i capelli. Inutilmente», recita la denuncia, «ho cercato di difendermi, riparandomi il volto con le mani e lei ne ha approfittato per frugare nel mio zaino e si è impossessata del mio cellulare. Più volte le ho chiesto di restituirlo ma la donna non me l’ha dato: ha continuato a picchiarmi e a strattonarmi. Nuovamente mi sono rivolta all’uomo chiedendogli di portarla via e, a quel punto, lui l’ha trattenuta permettendomi di chiudere il portone». Non trovando più il telefonino, Staffieri ha riaperto il portone: «La donna si è avventata nuovamente su di me e, dopo avermi strattonato, mi ha trascinato per terra tirandomi i capelli». Adesso, potrebbero scattare i reati di lesioni e rapina. Il cellulare è stato trovato poi dalla polizia in un vaso all’ingresso della palazzina: «La donna», dice la denuncia, «l’aveva buttato presumibilmente perché si era accorta che c’era il blocco».