Avvocato chiede un milione all’ex cliente

18 Novembre 2019

Francavilla: lei lo denunciò per stalking sette anni fa, poi ritirò la querela. Ora il legale vuole i danni

FRANCAVILLA. Prima ha ricevuto una querela per stalking da una sua ex cliente, poi con un accordo stragiudiziale la denuncia è stata ritirata. Adesso, dopo sette anni, chiede un risarcimento danni per 1 milione di euro. Protagonista della vicenda è un avvocato di Francavilla, che nel 2012 venne denunciato da una cliente del suo studio per una serie di atti a suo dire persecutori. Dopo l'iniziale ammonimento da parte del questore, il procedimento è andato avanti, tanto che la prima udienza del processo era prevista per il giugno del 2014. Ma un giorno prima di andare in aula, grazie al lavoro dei legali all'epoca difensori delle parti, venne raggiunto un accordo stragiudiziale in base al quale la donna avrebbe ritirato la denuncia e l'avvocato si sarebbe impegnato a rinunciare a qualsiasi azione nei confronti della denunciante e dei suoi familiari, anche loro per lungo tempo da lui assistiti. Questo perché, sempre secondo l'avvocato, la donna e la sua famiglia avevano e hanno ancora un debito di oltre 150mila euro, derivante da onorari non pagati, fatture e tutto ciò che è riconducibile al periodo in cui lui era il loro legale di famiglia. Ma l'avvocato francavillese, nonostante che siano passati ormai anni dai fatti, non ha alcuna intenzione di rinunciare a quanto a sua detta gli è dovuto e adesso è pronto a tornare alla carica. Anche perché, come scritto nell'impugnazione alla scrittura privata, notificata alla donna e al suo legale lo scorso 22 ottobre, denuncia il patimento di danni morali e materiali a seguito di quella che lui definisce «un'ingiusta denuncia per stalking», per effetto dei quali ha subito una forte depressione che oltre a provocargli dei problemi in famiglia, gli ha impedito di proseguire l'attività lavorativa per un lungo periodo. Sempre secondo l'avvocato, l'impugnazione è necessaria in quanto nel corso degli anni è venuto a conoscenza di elementi a lui ignoti al momento della firma dell'accordo. Inoltre, la scrittura privata sarebbe sprovvista di una clausola di riservatezza che in pratica andrebbe a costituire quella scucitura nella maglia in cui il professionista, oggi, intende infilarsi. Il primo passo sarà il tentativo di mediazione, sempre che la donna intenda rispondere e presentarsi in udienza, che è già stata fissata per giovedì 28 novembre.
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