Azienda con 25 dipendenti vince ricorso contro banca
Il tribunale condanna la Nuova Banca delle Marche a cancellare dalla black list la società Patos (arredi per bar) dopo un fido da 100mila euro subito revocato
PESCARA. Un'azienda da oltre 1 milione di euro di fatturato e con 25 dipendenti in attivo, fiore all'occhiello della piccola imprenditoria abruzzese, ha rischiato il fallimento stretta nella morsa della sospensione del credito bancario. Un inferno da cui Franco e Oscar, padre e figlio, titolari della società Patos che dal 2006 produce arredi per bar e ristoranti, sono riusciti a uscire solo una manciata di giorni fa dopo la sentenza del tribunale che ha condannato la Nuova Banca delle Marche a cancellare immediatamente la posizione di sofferenza dell'impresa dalla Centrale dei rischi della Banca d'Italia.
L'iscrizione nel sistema informativo che raccoglie le informazioni fornite da banche e società finanziarie sui crediti che concedono ai loro clienti, era avvenuta oltre un anno fa. La Vecchia Banca Marche, uno dei 4 istituti di credito salvati con il decreto Salva-banche e divenuta Nuova Banca delle Marche, aveva concesso un fido da 100mila euro all'azienda pescarese produttrice di componenti di arredamento industriale. Come hanno raccontato i titolari all'associazione in difesa dei consumatori Sos utenti, di punto in bianco la banca avrebbe chiesto loro di rientrare e restituire i soldi. A quel punto è stato concordato e accettato un piano di rientro, in maniera da rateizzare la somma da versare. Ma già dopo il pagamento della prima rata, l'azienda è stata inserita dalla banca nella Centrale dei rischi poiché ritenuta poco affidabile dal punto di vista finanziario. Da quel momento, anche gli altri istituti di credito hanno chiuso i rubinetti del credito determinando il restringimento immediato dei fidi e il blocco delle forniture commerciali. I due piccoli imprenditori, strozzati dalle banche, hanno deciso di rivolgersi alla Sos Utenti che, con la difesa tecnica del presidente onorario Gennaro Baccile e la difesa dell'avvocato Andrea Florindi di Ortona, è riuscita a ottenere una sentenza favorevole dal tribunale di Pescara, in formazione collegiale. Dopo il primo pronunciamento negativo del giudice unico Carmine Di Fulvio, il collegio (presidente di sezione Marco Bortone, giudice relatore Sergio Cassarella e giudice a latere Federica Colantonio) ha accolto in pieno il ricorso, revocando la pronuncia precedente e ordinando l'immediata cancellazione dalla posizione di sofferenza dell'azienda dalla Centrale dei rischi della Banca d'Italia. Nella sentenza è stato posto in risalto che anche la Bcc di Cappelle sul Tavo, pur continuando a credere nell'affidabilità dell'azienda, aveva dovuto sospendere il rinnovo dei fidi. Come ha reso noto Sos utenti che adesso intende querelare la Nuova Banca delle Marche per usura ed estorsione, a settembre 2015 in Abruzzo (fonte Bankitalia) ben 30.765 utenti bancari risultavano iscritti a sofferenza per un valore di 4,6 miliardi di euro. Il volume di sofferenze creditizie rappresenta il 19 per cento dei crediti complessivi erogati alle attività produttive e consumeristiche nella Regione, pari a 24,2 miliardi di euro. «Almeno 10.000 abruzzesi», rileva l'associazione, «vengono marchiati sofferenti e cattivi pagatori presso la Centrale dei Rischi in modo illegittimo, visto che almeno il 30 per cento dei cattivi pagatori in sede giudiziale si appalesano essere creditori anziché debitori».
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