Azienda di Scafa converte la produzione e dona dispositivi all’ospedale

23 Aprile 2020

SCAFA. Copricapi e copricalzari per il reparto di rianimazione di Pescara. Li sta producendo la Dalsport 74 di Scafa che ha riconvertito la produzione aziendale nel momento in cui è scattata l'emergen...

SCAFA. Copricapi e copricalzari per il reparto di rianimazione di Pescara. Li sta producendo la Dalsport 74 di Scafa che ha riconvertito la produzione aziendale nel momento in cui è scattata l'emergenza per il coronavirus e da circa tre settimane si sta dedicando alla realizzazione di mascherine, ma non solo quelle.
Il 10% del ricavato della vendita delle mascherine viene destinato dalla Dalsport 74 per la produzione, sempre in azienda, di copricapi e copricalzari da donare. E il progetto benefico ha già dato i suoi frutti.
I primi 388 copricapi sono stati prodotti - nella zona industriale di Turrivalignani - e consegnati in ospedale. A parlarne, dalla Dalsport, 74 è Rossana De Angelis che sottolinea con orgoglio la finalità di questa produzione, che peraltro consente al personale di continuare a lavorare. «La nostra azienda confeziona dal 1974 abbigliamento tecnico (produciamo anche per alcune nazionali sportive) ma ora, per via della pandemia, la produzione è stata interrotta e abbiamo deciso di dedicarci alla realizzazione di mascherine protettive con un tessuto certificato Wintex (cioè anti vento, anti pioggia e traspirante). Questo materiale ha una membrana goretex che garantisce la massima impermeabilità e protegge dal vento e dalla pioggia». L'aspetto positivo di queste mascherine è che «possono essere lavate all'infinito e non perdono la caratteristica della impermeabilità proprio grazie al sistema goretex». Inoltre non hanno l'elastico, per essere sistemate sul volto, ma la lycra. Prima di passare alla fase operativa ce n'è stata una di studio. «Ho approfondito tutto per un paio di settimane, dopodiché abbiamo dato il via alla produzione delle mascherine (vendute in tutta Italia) e si va avanti a pieno regime da tre settimane, grazie al lavoro di 7 o 8 addetti, compresi quelli che erano in ufficio. Ora», aggiunge, «ci stiamo occupando anche della certificazione, mentre il tessuto utilizzato è già certificato, così come la membrana che contiene». L'aspetto a cui tiene di più De Angelis è quello benefico. «Con il 10% del ricavato dalla vendita delle mascherine abbiamo comprato del materiale Tnt per i copricapi e i copricalzari da destinare al reparto di rianimazione dell'ospedale di Pescara, diretto da Rosamaria Zocaro. Ogni giorno ne produciamo circa 120-130, e i primi pezzi sono già a destinazione». Irene Rosini, coordinatrice infermieristica di Terapia intensiva e Rianimazione dell’ospedale di Pescara, su Facebook ha ringraziato l’azienda ricordando la difficoltà, «che viviamo quotidianamente di reperire i dispositivi di protezione», essendoci una grande richiesta. (f.bu.)