Azienda speciale, nuovo presidente

4 Agosto 2016

Dopo le dimissioni di Severini per i tagli al sociale, il sindaco promuove Cirone. Attesa per il nuovo cda

MONTESILVANO. È Luca Cirone il nuovo presidente del cda dell’Azienda speciale di Montesilvano. Cirone, già membro del cda, è stato “promosso” dal sindaco Francesco Maragno che ha deciso di affidare proprio al 32enne montesilvanese l’incarico lasciato nelle scorse settimane dall’ex presidente Miriam Severini. Una decisione, quella della Severini, già dirigente del Comune di Pescara, presa per via di un taglio di 900 mila euro in 3 anni degli stanziamenti sul sociale e che era giunta come un fulmine a ciel sereno sia per la giunta che per gli stessi consiglieri del cda Cirone, Gennaro Passerini e Gianluca Cantagallo.

Con un decreto sindacale lo scorso 2 agosto, Maragno ha ovviato al problema del cda zoppo nominando Cirone presidente. Ora c’è attesa per un nuovo ingresso nel cda al posto di Cirone.

«Ringrazio il sindaco per la nuova fiducia accordatami», commenta il neo presidente. «Quanto all’attività del cda, riprenderemo subito il percorso avviato egregiamente nei mesi scorsi dall’ex presidente Severini di verifica di tutte le attività dell’Azienda speciale». Un compito da svolgere non senza difficoltà. «Siamo consapevoli del difficile momento che l’ente strumentale si trova ad affrontare in questo periodo», prosegue Cirone, «soprattutto dal punto di vista economico. Abbiamo a disposizione meno fondi, ma garantiremo ugualmente tutti i servizi e soprattutto posso assicurare che non verranno fatti tagli al personale».

Per i prossimi tre anni, l’ente strumentale che si occupa dei servizi sociali per il Comune dovrà riuscire a far quadrare i conti con un budget ridotto di quasi un milione di euro in tre anni. Ed è proprio questa la ragione che ha portato alla netta presa di posizione della Severini all’indomani dell’approvazione del bilancio di previsione 2016 da parte del consiglio comunale. In particolare ad essere stati ridotti sono stati i capitoli dedicati ai trasferimenti all’Azienda per servizi «ai minori, servizi alla famiglia e interventi speciali» e «ad anziani, per la non autosufficienza, per disabili, per i servizi generali e per la gestione dell’ufficio di piano», dove sono stati sottratti complessivamente 320.867 euro circa per il 2016, 300 mila per il 2017 e altrettanti per il 2018, per un totale di circa 921 mila euro in tre anni. A subire la riduzione maggiore è stato però soprattutto l’importo previsto per il secondo capitolo, passato da un un milione e 185 mila euro circa del 2015 a 935 mila euro circa per l’anno in corso, a 635 mila euro nel 2017 e 335 mila nel 2018. ©RIPRODUZIONE RISERVATA