Aziende: c’è la guida facile per avere i fondi “Ristori”

25 Novembre 2020

Tutto quello che c'è da sapere sui nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Governo A chi spettano e come ottenerli: le regole pubblicate on line dall’Agenzia delle entrate

L'AQUILA. Tutto quello che c'è da sapere sui nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Governo. L'Agenzia delle entrate ieri ha reso disponibile on line la guida fiscale che fornisce le informazioni utili e le indicazioni sul decreto Ristori e Ristori bis: il vademecum spiega i dettagli delle recenti misure, i soggetti interessati e le zone di riferimento, il calcolo del contributo e i requisiti necessari per richiederlo, come predisporre e trasmettere la domanda di accesso, per le partite Iva e i titolari di attività che non hanno già beneficiato delle agevolazioni del decreto Rilancio.
La richiesta di ammissione può essere inviata fino al 15 gennaio 2021. Le somme erogabili vanno da 1.000 a 150mila euro.
IL DECRETO RISTORI.
Il contributo a fondo perduto "Ristori" riguarda gli operatori dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive contenute nel Dpcm del 24 ottobre 2020, entrato in vigore il 26 ottobre scorso, che ha stabilito la chiusura, la riduzione dell’orario di apertura delle attività o la limitazione delle modalità di svolgimento delle stesse, su tutto il territorio nazionale, per contenere la seconda ondata di contagio da coronavirus. Il provvedimento punta a sostenere le categorie economicamente più colpite dal lockdown.
L’AMMONTARE
DEL CONTRIBUTO
Gli imprenditori e titolari di attività che hanno già usufruito dei contributi del decreto Rilancio potranno contare sulla stessa cifra già accreditata a primavera scorsa moltiplicata per una percentuale che va dal 50% al 400%, a seconda della categoria di appartenenza.
Per chi, invece, non ha ancora beneficiato del finanziamento il calcolo della somma avverrà in due fasi: nella prima l'importo viene calcolato applicando alla differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello dello stesso periodo del 2019 il 20%, se i ricavi dello scorso anno sono inferiori o pari a 400mila euro, del 15% se vanno da 400mila euro a 1 milione di euro e del 10%, se superano 1 milione di euro. L'importo minimo previsto è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2mila euro per le aziende. Nella seconda fase il risultato del calcolo viene moltiplicato dal 50% al 400%, secondo la tipologia di attività. Il contributo non può, comunque, superare i 150mila euro.
L’INTEGRAZIONE.
Per le attività che operano nelle zone arancioni e rosse è prevista un'ulteriore integrazione del 50% del contributo, ma solo per gelaterie, pasticcerie, anche ambulanti, bar e altri esercizi simili senza cucina e alberghi.
A CHI SPETTA.
Possono accedere alle agevolazioni del Governo i soggetti che hanno attivato la partita Iva prima del 25 ottobre scorso, il cui fatturato del mese di aprile 2020 risulta inferiore ai due terzi di quello di aprile 2019. Il nuovo contributo contenuto nel decreto "Ristori" non prevede il tetto massimo di 5 milioni di euro di ricavi o compensi nel 2019, stabilito in precedenza per il contributo del decreto Rilancio.
Pertanto, anche in caso di superamento di questa soglia di fatturato, il contributo può essere richiesto.
L’ACCREDITO
DELLE SOMME.
I titolari di attività che hanno già ricevuto il contributo previsto dal decreto Rilancio si vedranno accreditare direttamente, sul conto corrente, la nuova somma, senza compilare o inviare alcuna richiesta. Il nuovo contributo non sarà erogato ai soggetti che hanno cessato l’attività alla data di predisposizione del mandato di pagamento automatico. Chi, invece, non ha presentato l’istanza per il riconoscimento del contributo previsto dal decreto Rilancio, può ottenere il nuovo beneficio trasmettendo telematicamente un’istanza secondo all'Agenzia delle entrate entro il 15 gennaio 2021.
La domanda va predisposta e trasmessa solo telematicamente mediante il portale "Fatture e corrispettivi": le procedure sono le stesse predisposte per il riconoscimento del contributo a fondo perduto del decreto Rilancio e utilizzate dai richiedenti tra il 15 giugno e il 24 agosto scorsi.
IL RISTORI BIS.
In questo caso, il contributo a fondo perduto riguarda i soli operatori dei settori economici interessati dalle ulteriori misure restrittive contenute nel Dpcm del 3 novembre scorso, entrato in vigore dal 6 novembre che ha stabilito chiusura, limitazioni e riduzioni dell’orario delle attività che hanno sede nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità, le cosiddette zone rosse. Le somme accreditate sono escluse da tassazione, sia per quanto riguarda le imposte sui redditi che per l’Irap.
A QUANTO AMMONTA.
Per i richiedenti che hanno già usufruito delle agevolazioni del decreto Ristori, l'importo è commisurato al precedente contributo con una percentuale che varia dal 10% al 20% sulla differenza di fatturato tra aprile 2019 e aprile 2020. Per chi invece presenta la richiesta per la prima volta, il calcolo dell'importo spettante avviene in due fasi.
Nella prima, si determina la somma applicando alla differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello dello stesso periodo del 2019, una delle seguenti percentuali: il 20%, se i ricavi del 2019 sono inferiori a 400mila euro, del 15% se oscillano tra 400mila e 1 milione di euro e del 10%, se superano 1 milione di euro. L'importo minimo riconosciuto è di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2mila euro per le aziende.
Nella seconda fase, il risultato del calcolo viene aumentato moltiplicando l'ammontare la quota dal 50% al 400%, secondo le categorie di riferimento. L'importo massimo erogabile, come per il decreto Ristori, non può superare i 150mila euro.
I BENEFICIARI.
Possono accedere al contributo le attività che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree individuate con le ordinanze del ministro della salute, Roberto Speranza, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e identificate come regioni rosse. Il richiedente deve aver attivato la partita Iva prima del 25 ottobre scorso e deve avere il domicilio fiscale o la sede operativa nella quale viene svolta l’attività in zona rossa. Per ottenere il contributo a fondo perduto è, inoltre, necessario che l'ammontare del fatturato di aprile scorso sia inferiore di due terzi all’ammontare di quello di aprile 2019 o che l'apertura della partita Iva sia avvenuta a partire dal 1° gennaio 2019.
COME OTTENERE
LE SOMME.
I titolari di attività che hanno già avuto il contributo del decreto Rilancio riceveranno i nuovi ristori sul conto corrente, senza presentare alcuna domanda. Chi non ha beneficiato di precedenti aiuti dovrà inoltrare richiesta all'Agenzia delle entrate entro il 15 gennaio 2021. Possono accedere al fondo perduto anche i soggetti che nel 2019 hanno avuto ricavi superiori a 5 milioni di euro. L’istanza deve contenere il codice fiscale del richiedente e l’Iban del conto corrente su cui accreditare la somma. La predisposizione e trasmissione delle istanze deve avvenire esclusivamente in via telematica attraverso la procedura web messa a disposizione all’interno del portale "Fatture e corrispettivi" utilizzando le credenziali dell’identità digitale del Sistema pubblico dell'identità digitale (Spid), Entratel/ Fisconline o tramite la Carta nazionale dei servizi.