Baby sitter, 100 euro a settimana: è il bonus previsto per i genitori

20 Marzo 2021

Possono beneficiarne anche mamme e papà in smart working con figli minori di 14 anni in didattica a distanza  Il sostegno può essere richiesto per tutto il periodo della chiusura delle scuole o della quarantena del bambino

L’AQUILA. Si amplia la platea dei beneficiari del bonus baby sitter, previsto dal decreto Covid per i lavoratori autonomi con figli conviventi in didattica a distanza o quarantena. La misura, stando alle indicazioni del governo, sarà estesa anche ai genitori che sono in smart working, ma hanno bambini piccoli, pertanto necessitano di un ulteriore aiuto. Il bonus arriva fino a 100 euro a settimana per pagare, utilizzando il libretto famiglia o con anticipo diretto Inps, i servizi di baby sitting o i centri infanzia, durante la Dad.
COSA CAMBIA
Il decreto limita l’agevolazione agli iscritti alla gestione separata Inps, autonomi, personale comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze Covid, dipendenti settore sanitario pubblico e privato accreditato, medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica, operatori sociosanitari, autonomi non iscritti Inps, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.
Nel primo lockdown il bonus baby sitter, esteso anche ai nonni purché non conviventi, valeva 600 euro (incrementato a 1.200 euro per alcune fasce professionali, come operatori della sanità e forze dell’ordine). Nel decreto legge Covid numero 30 del 13 marzo scorso, è stato reintrodotto per i genitori che hanno figli in didattica a distanza, ma solo per determinate categorie di lavoratori. I genitori di figli conviventi minori di anni 14 possono scegliere la corresponsione di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 100 euro settimanali.
Il bonus può essere richiesto per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza, alla durata dell’infezione da Covid del figlio o alla durata della quarantena del figlio.
CONGEDO COVID
Si tratta di uno strumento parallelo ai congedi parentali retribuiti al 50% riservati, invece, ai dipendenti. In caso di lavoratori con figli dai 14 ai 16 anni, che non possono attivare lo smart working, il congedo Covid viene sostituito con un permesso non retribuito. A condizione che l’altro genitore convivente non usufruisca, a sua volta, di lavoro agile, congedo o di bonus. Per il genitore che resta a casa c’è il divieto di licenziamento e la conservazione, dunque, del posto di lavoro. Tali strumenti sono fruibili fino al 30 giugno per tutta la durata della didattica a distanza. La novità principale è l’estensione dell’utilizzo dei bonus baby sitter anche se il genitore è in smart working, ma soltanto se il figlio è molto piccolo e, quindi, non autonomo per la didattica a distanza.
SMART WORKING
I lavoratori dipendenti, sia del pubblico che del privato, hanno diritto a chiedere lo smart working per rimanere a casa con una retribuzione piena. Possono richiedere lo smart working, fruibile fino al 30 giugno prossimo, ma da uno solo dei due genitori, i lavoratori dipendenti, con un figlio convivente minore di 16 anni, per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, per tutta la durata dell’infezione da Covid-19 del figlio o per la durata della quarantena del figlio, disposta dalla Asl. (m.p.)
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