Bagno di folla a casa per «Giggino»

Accolto nella sua Pomigliano d’Arco tra cori e selfie: «Sei già il nostro premier»
POMIGLIANO D'ARCO. Il predellino di berlusconiana memoria, la folla, le mani tese, i cori da stadio: la prima uscita di Luigi Di Maio da vincitore è nella sua terra. Acerra, Volla, Pomigliano: tre tappe per mandare un messaggio anche alle altre forze politiche e al Colle sul risultato elettorale del M5S. Un Movimento capace di prendere il 64,7% in una città, come Acerra, dove a stento superava il 15%. È la Terra dei Fuochi, quelle delle battaglie ambientali del primo grillismo ad accogliere Di Maio. Ad Acerra, tra i primi militanti ad arrivare nell'angusto spazio 5 Stelle situato vicino al castello baronale ci sono Alessandro Canavacciuolo e Maria, moglie di Michele Liguori, il vigile anti-roghi morto del 2014 per un cancro causato dalla diossina e diventato il simbolo della battaglia ai rifiuti tossici. «Il M5S è pulito e ha un programma, il consenso è arrivato fin troppo tardi», spiega Maria rimpiangendo la sconfitta pentastellata alle Comunali di Acerra nel giugno scorso. Ma, il 4 marzo, quello che era un feudo di FI con qualche incursione della sinistra è stato spazzato via dall'onda gialla pentastellata. Di Maio arriva ad Acerra con oltre un'ora di ritardo, sale sul predellino del pulmino del suo rally, sorride, saluta, cerca di dimenarsi tra le decine di persone che lo attendono sin dal primo pomeriggio. «Cacciateli, cacciateli», gridano i residenti di una cittadina di 50mila abitanti dove campeggiano scritte come «fuoco ai politici». Per loro, «Giggino è già presidente». «Speriamo di andare al governo, sarebbe una delusione non farlo», spiega ancora Maria mentre Canavacciuolo - protagonista di una lunga battaglia giudiziaria che ha portato alla condanna dei fratelli Pellini per disastro ambientale - non si perde d'animo: «se non ci andiamo, la nostra battaglia continua». Ed è una battaglia che, nella città del connubio tra criminalità e rifiuti tossici, ha un obiettivo prioritario: chiudere il termovalorizzatore, uno dei più grandi d'Europa. Complice la folla e le non facili condizioni di sicurezza, Di Maio sceglie di non parlare, prima di lasciare Acerra per fare tappa in un punto Sos Equitalia di Volla e finire il suo mini tour nella sua città, Pomigliano d'Arco. Una piccola piazza moderna, segnata da palloncini gialli sventolati da decine di residenti, lo attende.

