Ballone, il cassiere delle cosche incastrato dalle chat criptate Ecco il ruolo dell’ex capo della banda Battestini nell’organizzazione che smistava 300 milioni di droga Le intercettazioni: «Mantengo la cassa, occhi sempre aperti». Scambi di soldi da oltre 200mila euro

18 Novembre 2022

PESCARA. L’hanno tradito le chat criptate: «Habemus papa», recita un messaggio del bandito romantico Massimo Ballone, spedito dopo la consegna di un pacco di droga. Il bandito scrittore 61enne, un...

PESCARA. L’hanno tradito le chat criptate: «Habemus papa», recita un messaggio del bandito romantico Massimo Ballone, spedito dopo la consegna di un pacco di droga. Il bandito scrittore 61enne, un curriculum criminale che racconta l’evoluzione della malavita pescarese nel corso degli anni dalle rapine in banca, agli assalti ai portavalori fino a una collezione di tre evasioni dal carcere, è caduto in trappola per le applicazioni segrete scaricate sul cellulare, un trucco che avrebbe dovuto garantirgli di schermare le comunicazioni: invece, finanzieri e poliziotti, guidati dalla Dda di Napoli, sono riusciti a insinuarsi in Encro-Chat e Sky-Ecc, sistemi quasi impossibili da intercettare. L’ex capo della banda Battestini, che seminò il panico negli anni ’80 fino a vivere da latitante anche in Venezuela, è tornato nel carcere di San Donato senza tradire un’emozione: stavolta non ha con sé i classici della letteratura a fargli compagnia, ma un’ordinanza lunga 846 pagine, il triplo di “Al di sotto del cuore”, il libro in cui ha raccontato in prima persona l’adrenalina di vivere oltre il limite mescolata al codice del non uccidere. L’ordinanza è un romanzo criminale che parla di un traffico di cocaina da 300 milioni in mezzo mondo: Ballone deve rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. E ora trascorre il tempo a leggere l’ordinanza per trovare l’appiglio della difesa: oggi, dal carcere di San Donato, è in programma l’interrogatorio assistito dall’avvocato Carlo Di Mascio.
IL GRANDE AFFARE «Agendo da Pescara», dicono gli atti dell’inchiesta, «provvede alla custodia dei carichi che gli vengono consegnati da Giuseppe Mammoliti e alla distribuzione della droga a Pescara e comuni limitrofi». E le carte svelano che il mercato della droga non conosce crisi: la cocaina si vende a chili. «Ne restano tre allora, sono andati a ruba», così Ballone mette al corrente i complici che gli affari vanno a gonfie vele.
PESCARA-AVEZZANO Nell’inchiesta della Dda di Napoli, insieme a Ballone sono finite in arresto altre 27 persone, tra cui presunti appartenenti alle cosche mafiose calabresi e un pezzo da novanta del narcotraffico: il boss Raffaele Imperiale. Nella rete anche un altro abruzzese: Carmine Amedeo Cappelletti, 69 anni di Avezzano, accusato di fare il corriere della cocaina. «Ieri ho fatto 1.470 chilometri, 4 pieni», si lamenta Cappelletti in un altro messaggio segreto ma scoperto dai finanzieri e dai poliziotti. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di far parte di una banda che ha importato ingenti quantità di cocaina dal Sud America per poi esportarla non solo in Italia e in Europa, ma persino in Australia. Nel giro di un anno, tra marzo 2020 a marzo 2021, il gruppo con base a Napoli ha movimentato oltre 7 tonnellate di cocaina. Un giro di affari che incrociato anche Pescara, luogo di deposito e di smistamento della droga e dei soldi, chili di cocaina e pacchi di contanti anche di 220mila euro. E tutto, dicono le carte, è passato dalle mani esperte di Ballone. LA CARRIERA Ma è la prima volta che a Ballone è contestato un reato di droga. Il gip riassume così la carriera criminale del 61enne di San Donato: «Ha precedenti per furto, falso nummario, armi, rapina, ricettazione, omicidio tentato, evasione, lesioni, falso ideologico e contraffazione di sigilli, associazione a delinquere e altro».
«SONO STANCO» Ma anche uno così può essere «stanco»: «Ne parliamo domani, credimi sono un po’ stanco adesso. Mi metto davanti al camino, mi faccio le castagne e mi vedo un filmetto», dice per rimandare uno scambio al giorno dopo. «Se vuoi possiamo fare in una casa di campagna andiamo io e te, te la vedi e poi te la porti via. Non è lontano dai campetti. Piove, è ideale».
LA LITE PER I SOLDI L’ordinanza ricostruisce i rapporti tra Ballone e Cappelletti, entrambi sottoposti alle regole del calabrese Mammoliti. Così Ballone rimette al proprio posto il corriere avezzanese quando prova ad alzare la testa per avere più soldi: «Allora caro, ascolta dobbiamo rivedere i rimborsi per le spese di viaggio. Ho fatto due conti ed effettivamente sono troppe». E ancora: «Da un po’ di tempo, le spese di viaggio che ti stiamo pagando sono abbondantemente superiori a quelle effettivamente avute. Ti ricordo che le spese di viaggio vanno solo rimborsate e non possono essere fonte di guadagno». Anche perché, argomenta Ballone, «quando le cose vanno bene e il mercato permette guadagni congrui, uno non fa caso a 100 o 200 euro».
«MANTENGO LA CASSA» Cappelletti si lamenta di aver speso in un mese 900 euro per l’autostrada; Ballone gli risponde che nei mesi del Covid bisogna dare sacrifici: «Se permetti 900 euro li hai recuperati con due viaggi. Non fare i conti: ti sto semplicemente dicendo che le spese che ha ti vengano rimborsate ma non possono essere oggetto di ricarico specie di questi tempi». E poi una frase che, per gli investigatori, fotografa il suo ruolo di cassiere: «Questo te lo dovevo dire e te l’ho detto, mantengo una cassa e devo tenere conto anche di queste cose. Ciao, dai, una buona serata: riposati e sempre occhi aperti».