Bambini intossicati a mensa: la Cir Food rimborsa le famiglie

29 Agosto 2019

L’azienda finita sul banco degli imputati con 4 suoi rappresentanti sta liquidando le 113 parti offese In questa maniera non potranno chiedere i danni all’udienza preliminare al via il prossimo 21 gennaio

PESCARA. L’udienza preliminare per la discussione dell’inchiesta sullo scandalo delle mense e sulla mega intossicazione alimentare da Camylobacter che colpì 220 bambini delle scuole del Comune di Pescara (di cui 110 finiti in ospedale), è stata fissata al prossimo 21 gennaio.
LA STRATEGIA DIFENSIVA Ma la vera notizia è quella relativa all’attività messa in campo dalla Cir Food, la società che si troverà sul banco degli imputati con quattro suoi rappresentanti e insieme ai quattro titolari delle due ditte produttrici di formaggi coinvolte nella vicenda giudiziaria, per evitare che un esercito di parti offese possano trasformarsi in altrettante parti civili sia davanti al gup sia eventualmente davanti al tribunale qualora venisse disposto il rinvio a giudizio. E allora la Cir è corsa ai ripari e, per limitare i danni, ha messo in atto con i suoi legali una precisa strategia difensiva: risarcire le parti offese e cancellarle dal processo.
Quelle individuate dalla procura e dai magistrati che hanno seguito il caso, il procuratore aggiunto Annarita Mantini e il sostituto Anna Benigni, sono 113 e figurano nella richiesta di rinvio a giudizio, ma ce ne sono molte altre che potrebbero costituirsi in udienza. Ebbene, la Cir, attraverso la loro assicurazione, UnipolSai, fin dallo scorso mese di luglio, e dunque non appena venne formalizzata la richiesta di processo dalla procura, ha avviato questa procedura di risarcimento danni che sta ottenendo successo visto che già in molti hanno accettato e anche ricevuto l’indennizzo pattuito.
LA LETTERA Le parti offese, e cioè i familiari dei bambini intossicati, hanno ricevuto una lettera da sottoscrivere, con la quale si impegnano a rinunciare a «ogni pretesa e azione, in qualsiasi sede, anche eventualmente già in corso nei confronti della compagnia solvente, di Cirfood e/o dei dipendenti collaboratori/organi apicali della stessa Cirfood, e si impegnano a non promuovere azioni legali ivi inclusa la costituzione di parte civile e/o a rinunciare a quelle eventualmente promesse». Entro 10 giorni dal pagamento della somma pattuita, le parti offese si impegnano a rimettere la querela: cosa che è già stata fatta da parte di diversi familiari. Un modo efficace per alleggerire la posizione processuale della Cir Food e un sistema sicuramente più pratico per le possibili parti civili, che intascano subito i soldi senza magari dover aspettare la definizione dei processi e quindi anni. L’assicurazione ha individuato anche una sorta di prezzario, diciamo così, con una somma stabilita per ogni giorno di degenza in ospedale (sembra 120 euro per ogni giorno) oltre a una somma forfettaria per i giorni di convalescenza e a un piccolo risarcimento: cifre che potrebbero aggirarsi dai 700 euro, ma arrivare anche a 2.500 euro.
GLI IMPUTATI A rischiare il processo sono Christian Savini e sua madre Maria Luisa Di Nicola della “Savini & Di Nicola” di Vicoli; Angelo ed Eleonora Leone, titolari del caseificio “Leone” di Sulmona; e insieme a loro figurano il procuratore speciale della Cir, Marcello Capuzzi che firmò i contratti di appalto (17 milioni di euro per 5 anni) con il Comune di Pescara; Massimo Merenda, direttore acquisti; Anna Flisi, responsabile dei sistemi di certificazione; e Fabrizio Gazzo, il supercontrollore degli alimenti. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di lesioni personali colpose, commercio di sostanze alimentari nocive, frode e inadempimento nelle pubbliche forniture. Lo scandalo della maxi intossicazione alimentare, che risale alla fine del mese di maggio del 2018, venuto alla luce anche per il complesso lavoro svolto dai carabinieri del Nas e dai carabinieri forestali, riguardò la presenza di Campylobacter nei formaggi trattati dalle due ditte coinvolte e serviti nelle mense dei bambini. Una inchiesta estremamente delicata e lunga dove un altro ruolo importante venne svolto dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo che effettuò moltissime analisi.