Bambino di due mesi muore nel sonno

Il piccolo, primo figlio di una giovane coppia, non si è svegliato per la poppata notturna. I genitori hanno dato subito l’allarme
PESCARA. Aspettavano che si vegliasse per la poppata. E invece no. Alle 2 di notte i genitori si sono accorti che il piccolo non si lamentava per la pappa, non si muoveva nella culla, non respirava più.
Il timore che fosse accaduto qualcosa di irreparabile è diventato presto una terribile certezza: il bimbo, che non aveva compiuto nemmeno tre mesi, non si è più ripreso. Non ha potuto sottrarlo alla morte il personale del 118, che ha raggiunto la casa di via Tronto nel cuore della notte. Da quel momento è cominciato un incubo per i genitori del piccolo, 32 anni lui e 26 lei, che solo pochi mesi fa, a novembre, avevano festeggiato la nascita del loro primo figlio.
E' finito tutto in una manciata di minuti, il tempo di realizzare che il suo cuoricino non batteva più, che non c'era niente da fare per strapparlo alla morte. E la paura di tanti genitori, quella della morte in culla, si è fatta realtà. La segnalazione al 118 è arrivata da via Tronto poco dopo le 2, quando i genitori si sono resi conto che qualcosa non andava. Avevano messo il bimbo a letto attorno alle 21 ma poi, nelle ore successive, hanno notato che non si svegliava per la poppata notturna.
Controllando il piccolo si sono resi conto che c'era qualcosa di anomalo, hanno composto il 118 e chiesto aiuto sperando in un intervento risolutivo, che potessero salvarlo, ma all'arrivo del medico e dell'infermiere il tentativo di rianimazione non è servito a nulla.
Un incubo si è materializzato in quella casa di periferia, dove sono arrivati anche gli agenti della squadra volante, per ricostruire l'accaduto, e il medico legale. Passaggi inevitabili, finalizzati ad accertare eventuali responsabilità ma anche eventuali malattie pregresse (o malformazioni congenite) del bimbo, se non dei suoi genitori. Nulla di tutto ciò: nessun segno di violenza sul corpicino, nessun problema di salute. Una tragedia nel senso autentico della parola, un caso di morte in culla di quelli che travolgono all'improvviso come uno tsunami genitori felici e famiglie piene di gioia per l'arrivo di una nuova vita.
Il corpicino è stato trasferito in obitorio, mentre andavano avanti gli accertamenti della polizia, ed è a disposizione del pubblico ministero Andrea Papalia, che dovrà decidere se far eseguire o no l'autopsia. I primi accertamenti fanno ritenere che si sia trattato di un caso di morte in culla, o Sids (Sindrome della morte improvvisa infantile), la cui incidenza è molto rara, ma purtroppo non si tratta del primo caso del genere in provincia di Pescara.
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