Banca d’Italia: le segnalazioni delle frodi sono in crescita
C’è anche chi si rivolge alla Banca d’Italia, dopo essere stato truffato on line, nella speranza di avere giustizia. E il numero di chi tenta questa strada è in crescita, come emerge dalla Relazione...
C’è anche chi si rivolge alla Banca d’Italia, dopo essere stato truffato on line, nella speranza di avere giustizia. E il numero di chi tenta questa strada è in crescita, come emerge dalla Relazione sugli esposti di Bankitalia a cui si riferisce anche Adiconsum, l’associazione dei consumatori in campo per prevenire i raggiri. Le segnalazioni relative alle truffe online, specie quelle sui pagamenti digitali, sono in aumento, rileva Bankitalia, e da ottobre dell’anno scorso la Banca d’Italia ha avviato il monitoraggio delle tecniche più diffuse per realizzare le truffe. I dati dell’ultimo periodo, che fotografano anche il fenomeno delle truffe relativo alle banche, sono questi: alla fine di marzo 2021 sono arrivate 200 segnalazioni relative a frodi su pagamenti elettronici e nella maggioranza dei casi (26 per cento) la truffa è stata realizzata tramite sms (smishing), seguita frequentemente da un contatto telefonico; nel 21 per cento dei casi il contatto è avvenuto con una telefonata (vishing), spesso proveniente da falsi numeri verdi delle banche (spoofing). In particolare, nel 10% dei casi sono state sostituite le coordinate bancarie del destinatario tramite tecniche di attacco informatico (come il cosiddetto man in the browser); nel 4% delle segnalazioni è stata duplicata la sim telefonica (sim swap fraud); nel 3% dei casi il cliente è stato contattato mediante e-mail (phishing). La Banca d’Italia, sebbene non possa risolvere nel merito le singole controversie relative a rapporti contrattuali, chiede informazioni sulle questioni segnalate per acquisire una visione completa dei fatti oggetto di lamentela e, quando necessario, inoltra direttamente le lettere e la documentazione alle altre autorità competenti.

