Banda di bulli Gli arrestati non parlano

PESCARA. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due minorenni arrestati venerdì scorso da polizia e carabinieri con l’accusa di far parte di una banda di bulli che, nel corso dell’estate,...
PESCARA. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due minorenni arrestati venerdì scorso da polizia e carabinieri con l’accusa di far parte di una banda di bulli che, nel corso dell’estate, ha messo a segno dei pestaggi sulla riviera, nello stile del knock out game, e una serie di rapine ai danni di giovanissimi.
Uno dei due, A.L., 17 anni, era già rinchiuso in un istituto per minori a seguito di una rapina che avrebbe messo a segno il 5 agosto ai danni di una donna nella golena sud. L’altro, che ha 14 anni, è stato condotto in una comunità minorile.
Al termine dell’interrogatorio da parte del giudice Silvia Reitano, il difensore di A.L., Melania Navelli, ha chiesto per il suo assistito la revoca della misura e la sostituzione con una meno afflittiva, vale a dire il trasferimento in una comunità per minori. Oltre ai due, che si muovevano armati, sono finiti nel mirino di carabinieri e polizia anche altri giovani: un 13enne, che agiva in loro compagnia, e quattro maggiorenni, di 18 e 19 anni, presunti responsabili, insieme a A.L., delle aggressioni avvenute sulla in riviera nord la sera del 28 giugno quando cinque persone sono state aggredite senza alcun motivo. Per loro è scattata la denuncia.
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