Bandi dell’agricoltura: tremila pratiche ferme

7 Giugno 2019

Fondi destinati allo sviluppo rurale: pagamenti bloccati per oltre 12 milioni Cinque ostacoli negano aiuti europei a una domanda su tre: ecco quali sono

PESCARA. Tremila pratiche sono ferme ma il grido d’allarme delle aziende agricole abruzzesi resta inascoltato. Per l’anno 2018 i fondi bloccati ammontano a 12 milioni e 838mila euro che corrispondono a 2.216 domande. A queste si aggiungono altre 800 richieste di aiuti economici, rimaste senza risposta, riferite all’anno precedente. Si tratta dei bandi per lo Sviluppo rurale: finanziamenti europei che dovrebbero arrivare alle aziende del vasto settore agricolo abruzzese attraverso un’istruttoria affidata alla Regione e quindi il pagamento vero e proprio disposto dall’Agea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura.
Ma cinque ostacoli stanno mettendo in serie difficoltà le imprese, molte delle quali sono a conduzione familiare, che costituiscono il settore agricolo nella nostra regione.
LA GOLA PROFONDA. Una fonte qualificata, all’interno dell’ente, che chiede però l’anonimato, spiega al Centro che i ritardi diventati insopportabili nell’erogazione dei fondi dipendono da più fattori tra cui la burocrazia dell’Agea. Ma non è solo questa a finire sott’accusa.
Il motivo principale, svela la fonte regionale, è la mancanza di personale nel dipartimento dell’Agricoltura della Regione Abruzzo. Sono cinquanta gli istruttori delle pratiche che mancano all’appello: impiegati che dovrebbero essere assunti. Così come degli 11 dirigenti previsti in pianta organica ce ne sono in realtà solo quattro. Per di più il 14 giugno andrà in pensione il direttore del dipartimento, Antonio Di Paolo, che in questo momento ricopre ad interim anche sei incarichi dirigenziali.
UNA VORAGINE. Tra pochi giorni al vertice del dipartimento si creerà un vuoto che viene visto come uno spettro da circa 300 dipendenti pari alla metà di quelli necessari, dei quali una parte sta per andare in pensione con quota 100.
Nel frattempo la Regione Abruzzo non può assumere nuovo personale esterno non avendo approvato in giunta, entro il mese di aprile, il bilancio consuntivo del 2018. Era un passaggio puramente tecnico previsto dalla legge Finanziaria che ha però creato un ostacolo grande e per ora insormontabile, aggravato dalle nuove deleghe alla caccia e alla pesca passate dalle province alla Regione.
QUANTE SONO. A pagarne il prezzo più alto sono le imprese agricole. I numeri della debacle dei pagamenti, aggiornati a pochi giorni fa, danno un quadro completo e drammatico della situazione attuale. Eccolo in sintesi. Nel 2018 le domande presentate sono state 6.631, quelle pagate 4.415. La differenza, come si diceva ammonta, a 2.216 pratiche rimaste ferme e riferite a diverse misure di fondi europei per lo sviluppo rurale. Il bando più penalizzato riguarda la cosiddetta “misura 10 agro-climatico-ambientali” per la quale risultano appena 51 le domande evase, per un importo totale di 170mila euro, a fronte di 1.133 pratiche e un importo richiesto di 5 milioni e 427mila euro. La percentuale dei fondi pagati si attesta su un misero 3,13 per cento: un dato che da solo fotografa la situazione d’emergenza delle aziende agricole. Facciamo un altro esempio, tra i tanti, riferito alla misura “11,1 agricoltura biologica” in cui risulta che in Abruzzo solo un’azienda su due ha ottenuto il pagamento richiesto dopo aver superato l’istruttoria.
A BOCCA ASCIUTTA. I dati in nostro possesso, aggiornati al 5 giugno scorso, parlano in questo caso di 604 domande presentate di cui solo 308 hanno ottenuto i fondi. Tutte le altre imprese sono rimaste all’asciutto, in attesa di vedersi corrispondere dall’Agea un importo totale di 956mila euro. Questa è solo la prima puntata di un’inchiesta giornalistica che proseguirà nei prossimi giorni per ascoltare i protagonisti, che vanno dalla Regione alle associazioni di categoria, e cercare di capire i motivi che stanno mettendo in difficoltà gli agricoltori abruzzesi.
LE DOMANDE. Perché la Regione non fa pressing sull’Agea? Quando saranno assunti i 50 istruttori di pratiche?
Si parla invece del mese di luglio per ciò che riguarda l’incarico al nuovo direttore di dipartimento. Tempi ottimistici visto che la nomina avverrà solo dopo la rimodulazione di tutti i dipartimenti. Ma le aziende non possono più aspettare con il rischio che la Regione, a fine anno, perda anche finanziamenti già erogati dall’Europa all’Abruzzo.