Bankitalia: in calo il Pil e i consumi Bene i risparmi sui conti correnti

L'AQUILA. Una flessione del Pil dell'8,6%, in linea con la media nazionale. Giù anche le esportazioni, -6,2%. Un calo dei consumi dell'11%, che non si era registrato neppure nella crisi economica...
L'AQUILA. Una flessione del Pil dell'8,6%, in linea con la media nazionale. Giù anche le esportazioni, -6,2%. Un calo dei consumi dell'11%, che non si era registrato neppure nella crisi economica 2008-2009, accompagnato dal raddoppio della propensione al risparmio delle famiglie che ha rafforzato i conti correnti. Naturale conseguenza di un clima di incertezza economica che ha indotto gli abruzzesi a stringere i cordoni e spendere meno. L'Abruzzo è una delle regioni che ha pagato il prezzo più alto della crisi da Covid-19, anche a causa del lungo periodo di chiusura delle attività. Sono alcuni dei dati più significativi del rapporto annuale "L’economia dell’Abruzzo" di Bankitalia, presentato ieri, all'Aquila.
QUADRO ECONOMICO
«Dall’inizio di novembre 2000 ai primi di marzo del 2021, l’Abruzzo è stato sottoposto a vincoli di mobilità e di chiusura delle attività commerciali e ricettive molto stringenti, per circa tre mesi, uno dei periodi più lunghi registrati in Italia», ha sottolineato Dealma Fronzi, capo della Filiale dell'Aquila della Banca d'Italia, «le famiglie hanno subìto una caduta del reddito del 6%, con un crollo netto dei consumi. I prestiti alle imprese sono tornati a crescere, sostenuti dai provvedimenti del Governo. La qualità del credito non è peggiorata, ma le banche hanno aumentato i finanziamenti in bonis, classificati come rischiosi. La redditività delle imprese, stimata in forte calo, ha portato all'aumento della domanda di credito, soprattutto per il settore delle pmi».
INDUSTRIA IN FRENATA
In Abruzzo, come nel resto del Paese, la caduta del prodotto è stata ampia nell’industria. «La contrazione delle vendite, estesa sia alle imprese esportatrici sia a quelle che operano sul mercato interno, è stata particolarmente diffusa tra le aziende di piccola dimensione», ha evidenziato Fronzi. Le esportazioni si sono significativamente ridotte facendo segnare un -6,2%: su tale andamento ha inciso la forte contrazione delle vendite all’estero registrata nei primi due trimestri, in particolare verso i paesi della Ue. Al calo ha contribuito principalmente il dato negativo delle vendite di mezzi di trasporto, mentre un impulso positivo è arrivato dal farmaceutico e dal comparto alimentare. «Un'aspettativa di ripresa si registra nell'industria come anche nelle costruzioni», ha spiegato Fronzi, «che sono state colpite meno di altri settori: dal secondo semestre l'attività è ripresa ed è tornata ai livelli pre-Covid».
TURISMO E SERVIZI
I servizi, in particolare il turismo, il commercio e i trasporti, sono stati pesantemente colpiti dalla pandemia. Le giornate di presenza dei turisti si sono ridotte di circa il 35% rispetto al 2019. «Dopo l’eccezionale calo del movimento turistico registrato ad inizio pandemia», si legge nel rapporto Bankitalia, «si è osservata una parziale ripresa nei mesi estivi, a cui ha fatto seguito una nuova e marcata contrazione in autunno in coincidenza con l’avvio della seconda fase di diffusione del virus.
Dinamiche simili hanno interessato anche gli altri comparti dei servizi».
MERCATO DEL LAVORO
In netto peggioramento il quadro occupazionale. Il tasso di attività è sceso di oltre 2 punti percentuali, al 63,6%, a fronte del calo del numero di persone in cerca di occupazione. Nei primi quattro mesi del 2021 si è registrata, tuttavia, una ripresa delle assunzioni, in particolare con forme contrattuali a tempo determinato. I redditi delle famiglie sono stimati in calo di oltre il 3%, mente i prestiti sono tornati a crescere in maniera sostenuta. Infine, il capitolo digitalizzazione con l'indicatore dell'Abruzzo che risulta inferiore alla media nazionale. Durante la pandemia l’utilizzo delle forme di lavoro agile si è rivelato più diffuso tra le aziende che avevano investito in digitalizzazione.

