Bankitalia: l’occupazione sale, ma è ancora precaria

22 Giugno 2018

L’Aquila. Giù l’edilizia e l’agricoltura, ma aumentano i risparmiatori Tra i dati positivi: le famiglie hanno una maggiore percezione di benessere

PESCARA. Riprende l’occupazione, spinta dall’industria e dai servizi, ma la tipologia contrattuale più diffusa si mantiene quella a termine; cala il tasso di disoccupazione, pur mantenendosi a una quota leggermente superiore alla media nazionale, giù agricoltura e costruzioni. A fotografare lo stato di salute dell’economia abruzzese è il report della Banca d’Italia, della collana “Economie regionali”, presentato ieri all’Aquila dal direttore della filiale regionale, Massimiliano Marzano, e da Alessandro Tosoni e Luigi Cannari. L’indagine è riferita al 2017 e parte dalle stime di Prometeia, secondo le quali il Pil abruzzese nell'ultimo ano è cresciuto dell’1%, meno di quello nazionale.
LE IMPRESE. Nel 2017 è proseguita la fase di recupero dei livelli produttivi nell’industria abruzzese. Il valore aggiunto ha registrato un ulteriore moderato incremento, sebbene rimanga ancora ampio il divario rispetto ai livelli pre-crisi. Concentrando l’analisi sulle aziende con almeno 20 addetti, nel 2017 il fatturato è cresciuto di circa il 2% per cento in termini reali .Nel 2017 si è consolidata la crescita del fatturato delle imprese industriali, più diffusa tra quelle più grandi e maggiormente orientate verso i mercati esteri. Le esportazioni sono ancora significativamente aumentate, consentendo alla regione di consolidare il recupero della quota di commercio mondiale persa nel corso della crisi.
IL MADE IN ABRUZZO. A trainare l’export abruzzese l’industria farmaceutica e quella alimentare, che secondo Bankitalia negli ultimi dieci anni ha assunto un’importanza sempre crescente nell’economia della regione, in particolare per quanto riguarda la pasta e la carne. Secondo dati Istat riferiti al 2015 in Abruzzo dono presenti 2000 imprese alimentari, per 11mila addetti. Indicatori in salita anche per il comparto dei trasporti, i servizi di alloggio e ristorazione, che hanno beneficiato di un incremento delle presenze turistiche.
EDILIZIA. L’attività produttiva ha sostanzialmente ristagnato nell’edilizia, dove si è registrato un pronunciato calo dei bandi per la realizzazione di opere pubbliche e un rallentamento delle erogazioni di contributi per la ricostruzione post-sisma. Nel mercato immobiliare residenziale, dopo la flessione del primo semestre, il numero di compravendite ha mostrato un recupero, attestandosi nel complesso sui livelli dell’anno precedente.
IL MERCATO DEL LAVORO. Nel 2017 è proseguita in Abruzzo la graduale ripresa dei livelli occupazionali. Alla fine dello scorso anno il tasso di occupazione si attestava al 56,7% (l’1,1% in più rispetto al 2016), ma sempre con un’evidente disparità di genere. Ad avere un'occupazione e, infatti, è il 68,6% degli uomini, contro il 45,1% delle donne. La fascia di età più rappresentata (70,5) è quella compresa tra i 45 e i 54 anni. In Abruzzo, il 72,7% di coloro che hanno un lavoro è laureato, a fronte del 61,3/ di diplomati, 54,6% ha la licenza media, il 33,7% la licenzia elementare o nessun titolo di studio. Il tasso di disoccupazione è pari all’11,7% (il 9,2% negli uomini e il 15,3% nelle donne).
LE FAMIGLIE. Il miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro ha influito positivamente sulla percezione delle famiglie circa la propria situazione economica, sul loro potere d’acquisto e sui consumi. Il dato complessivo della ricchezza netta delle famiglie abruzzesi, riferito al 2016, è di 151 miliardi di euro . Il reddito disponibili pro-capite è di 16.187 euro. L’indebitamento delle famiglie, sebbene abbia ripreso a crescere, in particolare nella componente del credito a consumo, continua a collocarsi al di sotto della media nazionale in rapporto al reddito disponibile.
DEPOSITI E PRESTITI. Nel corso del 2017 i depositi bancari delle famiglie sono cresciuti in tutto l’Abruzzo, fatta eccezione per la provincia dell’Aquila. La provincia che detiene la quota maggiore è
Chieti (7 miliardi 447 milioni), seguita da L’Aquila (5 miliardi e 852milioni), Pescara (5 miliardi 746 milioni), e Teramo (5 miliardi 661 milioni). La quota più consistente di prestiti è stata erogata in provincia di Chieti (6 miliardi 973 milioni), Pescara (6 miliardi e 523 milioni), Teramo (6 miliardi e 131 milioni). Chiude l’Aquila con 4 miliardi e 110 milioni.
LA FINANZA PUBBLICA. Nel triennio 2014-16 la spesa delle amministrazioni locali è diminuita dello 0,7%. In termini pro capite è stata pari a 3.747 euro, un dato superiore alla media delle regioni a statuto ordinario principalmente per il maggior peso. La spesa corrente è calata del 2,1 per cento annuo.