Bar e ristoranti del centro riconsegnano le chiavi: «Sindaco, azzera le imposte»

30 Aprile 2020

Azione simbolica dei locali della movida per sollecitare misure straordinarie Masci: «Decisioni da valutare in base ai conti dell’ente, il predissesto incide»

PESCARA. La protesta pacifica di bar e ristoranti pescaresi continua. Dopo il flash mob di martedì, con luci e insegne attive per una sera, per accendere i riflettori sulle difficoltà del settore, ieri mattina, un altro gesto simbolico. Gianni Taucci, direttore di Confesercenti Pescara, di fronte a Palazzo di Città, ha consegnato al sindaco Carlo Masci le chiavi di oltre 40 tra cocktail bar e ristoranti di piazza Muzii e delle sue aree limitrofe, che rappresentano il cuore della movida cittadina.
STOP TASSE Il distretto del food and beverage, con oltre 300 addetti, è composto da micro e piccole imprese ferme da quasi due mesi. L’iniziativa rientra nell’ambito della manifestazione nazionale #RisorgiamoItalia, promossa dal Movimento Imprese Ospitalità. Diverse le richieste poste all’attenzione del primo cittadino. In primo luogo l’azzeramento delle imposte comunali, la Tari così come la tassa di occupazione del suolo pubblico. Per quest’ultima, titolari e gestori chiedono la restituzione dei mesi non utilizzati e l’aumento gratuito degli spazi a disposizione per tutto il 2020.
Sul tavolo pure la chiusura al traffico dalle 17 alle 2, per tutta la settimana, di via Cesare Battisti e delle aree limitrofe. Le richieste avanzate sono anche sul piano regionale, per la velocizzazione delle procedure di microcredito e la concessione di un voucher a fondo perduto di 15mila euro per il rimborso degli affitti.
QUANTI ADDETTI? E poi misure a sostegno degli addetti. «Oltre alla crisi economica delle imprese che non potranno sostenere tutti i dipendenti», spiega Taucci, «un altro problema deriva dalla mancanza di protocolli precisi per la riapertura che genera dubbi sul numero degli addetti che, in virtù del distanziamento sociale, potranno essere presenti nelle attività. Per questo, chiediamo alla Regione di implementare le risorse per estendere il periodo della cassa integrazione».
IL SINDACO «Capisco e faccio mia la civile protesta dei titolari delle attività del centro di Pescara, dei quali è facile immaginare la preoccupazione e l’incertezza di fronte a prospettive di ripresa che i fumosi provvedimenti del governo certamente non aiutano», commenta il sindaco Masci. In merito al tema dell’occupazione del suolo pubblico, il primo cittadino nei giorni scorsi aveva ipotizzato l’ampliamento degli spazi all’aperto a disposizione degli operatori a fronte dello stesso canone.
Cauta la posizione dell’amministrazione sulla richiesta relativa all’eliminazione delle imposte. «Queste decisioni sono rimesse a valutazioni oggettive che riguardano i conti dell’ente», specifica. «La condizione di predissesto incide pesantemente sui conti del Comune. Stiamo faticosamente svolgendo un percorso di riequilibrio finanziario. Non possiamo dare speranze illusorie, ma è un’ipotesi che andrà valutata sulla base delle risorse che verranno stanziate dal governo».
INCONTRO CON MARSILIO Il sindaco ha anticipato che sottoporrà le richieste del settore al presidente della Regione Marco Marsilio. «Voglio essere il “sindacalista” dei commercianti, dei professionisti e degli operatori del terziario. Pescara da questi settori ha tratto storicamente la propria linfa economica ed è quindi da questo che dobbiamo ripartire».
STABILIMENTI Martedì sera, le luci si sono accese anche negli stabilimenti balneari per richiedere disposizioni precise per riorganizzare la riapertura al pubblico. «Un gesto simbolico, pacato e silenzioso», afferma Riccardo Padovano, presidente Sib Confcommercio Abruzzo, «rivolto alla politica e alla cittadinanza. Siamo in forte ritardo, ma ci siamo, pronti per riaprire in sicurezza, per noi e per i nostri dipendenti e clienti».
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