Bar, scuole e palestre: ecco che cosa cambia

Dalla movida allo sport, tutte le restrizioni nel nuovo decreto atteso per oggi Possibile divieto di circolazione dei cittadini dalle 22, salvo motivi urgenti
Divieto di circolazione dei cittadini in un orario da definire, probabilmente quello che coinciderà con la chiusura anticipata di bar e ristoranti (22 o 23), limitazioni dell’attività di palestre, smart working al 75% negli uffici e, sempre per ridurre gli spostamenti, ingressi scaglionati in scuole e università, con inizio delle lezioni anche alle 11 per gli studenti delle superiori. Ipotesi quest’ultima particolarmente discussa.
Fuori dalle restrizioni, invece, parrucchieri e centri estetici, per i quali erano state ipotizzate misure nella giornata di venerdì. Tutte le altre restrizioni, in particolare quelle che porteranno a un coprifuoco sul modello francese, sono allo studio del governo, alle prese con un braccio di ferro coi presidenti della Regioni.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a una linea univoca su tutto il territorio, prevedendo però provvedimenti ancor più drastici nelle regioni dove l’indice di trasmissibilità del virus è più alto.«Siamo più forti rispetto a marzo, ma servono nuove misure per evitare che l’Italia raggiunga il livello di altri Paesi», le affermazioni del ministro Roberto Speranza (Salute) nella riunione con le Regioni, dove il centro del confronto-scontro è stato sul caos tamponi e sul ritardo dei territori. Quindi la promessa per tranquillizzare gli operatori che saranno pesantemente penalizzati: «Se decideremo di chiedere a qualche comparto di cessare o limitare le attività ci faremo carico del ristoro». Ma quali le ipotesi sul tavolo in attesa del nuovo Dpcm, previsto nella giornata di oggi? Analizziamo le principali.
Luoghi della movida:
chiusure alle 22 o alle 23
Si paventa di chiudere alle 22 o alle 23 bar e ristoranti, ma anche cinema e teatri.
Gli spostamenti
da vietare
Per i cittadini potrebbero essere vietati gli spostamenti agli stessi orari, a meno che non si abbiano comprovate esigenze, quindi motivi di lavoro o di urgenza. Questo per evitare assembramenti in piazze o altri luoghi della socialità nonostante la chiusura di attività.
Sport, palestre
e sale gioco
Basta con le partite di calcetto tra amici, così come stabilito nel decreto del 13 ottobre, ma si ipotizza uno stop anche per le squadre e le scuole gestite da società e associazioni sportive. Forti limitazioni, se non vere e proprie chiusure, potrebbero riguardare palestre, piscine e sale gioco.
Smart working
portato al 75%
Svuotare gli uffici (a cominciare da quelli pubblici) per evitare folla in strada, sui mezzi pubblici e nei ristoranti: è questo l’obiettivo della norma che potrebbe alzare la soglia dello smart working fino al 75%.
L’orario d’ingresso
nelle scuole superiori
Gli studenti delle superiori potrebbero entrare anche alle 11: una decisione che eviterebbe il ricorso alla didattica a distanza in maniera estesa e generalizzata ma svuoterebbe bus e metropolitane negli orari di punta. Tema questo assai dibattuto, visto che in tal modo le lezioni subirebbero drastici tagli. Molte Regioni continuano a spingere per la didattica a distanza negli istituti superiori.
Parrucchieri
e centri estetici
Parrucchieri e centri estetici invece non dovrebbero essere chiusi, a differenza di quanto ventilato venerdì: la misura, a quanto spiegano fonti di governo, non è sul tavolo della discussione in vista del nuovo Dpcm.
L’obbligo
di mascherine
Dovrebbero restare in vigore tutte le altre disposizioni varate il 13 ottobre (finora efficaci fino a venerdì 13 novembre). A partire dall’obbligo, su tutto il territorio nazionale, di portare con sé i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
Niente serate
nei locali
Vietati compleanni, lauree e tutti gli altri festeggiamenti nei locali pubblici.
Banchetti sì
ma solo 30 invitati
Le regole per le cerimonie religiose rimarranno invariate, dunque con un limite legato alla capienza di chiese o sale e alla possibilità di mantenere la distanza interpersonale di 1 metro. Ma per i banchetti è stato fissato il limite di 30 invitati.
Solo seduti nei locali
dopo le ore 21
Verso la conferma anche il provvedimento che vieta di rimanere fuori dai locali pubblici oltre le 21, se non seduti a un tavolo.
Ristorazione
da asporto
Resterebbe consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21 e fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
Capienza stadi
e palazzetti
Dovrebbe essere ancora consentita «la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1.000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere».

