Bara contesa, querelato il sindaco di Bussi

29 Maggio 2015

Una madre trasferirà l’8 giugno a Montesilvano la salma del figlio morto per un incidente stradale

BUSSI SUL TIRINO. Avverrà il prossimo 8 giugno il trasferimento della bara di Andrea Piersante dal cimitero di Bussi a quello di Montesilvano. La madre, Adele D’Ortensio, residente a Montesilvano, che non riuscì a compiere l'operazione lo scorso 30 marzo, è ora in possesso di tutti i permessi richiesti per poter procedere.

Il 35enne Andrea, di professione idraulico, morì il 22 novembre scorso in seguito a un incidente stradale, seminando dolore in paese dove era amatissimo da tutti e soprattutto dai nonni materni, Francesco e Nina, con i quali il giovane viveva da oltre venti anni. Il trasferimento darà dispiacere ai nonni e ai tanti amici bussesi ma soddisferà il diritto della madre a seppellire il proprio figlio nel luogo da lei ritenuto più idoneo. Resta pendente la querela che la signora D'Ortenzio ha sporto nei confronti del sindaco Salvatore Lagatta, del figlio Camillo e di Mafaldina Di Gianvincenzo e Lina D'Ortenzio, ravvisando i reati di violenza privata e violenza o minaccia per costringerla a commettere un reato.

I fatti risalgono al 20 marzo quando la D’Ortenzio si recò a Bussi per riprende la bara del figlio. Al cimitero, ad attenderla c'era un corteo di circa un centinaio di persone per manifestare dissenso al trasferimento: i bussesi ritenevano che Andrea, che conoscevano bene e amavano, desiderasse essere seppellito lì perché aveva vissuto sempre a Bussi dove c’erano i suoi amici, i suoi legami sentimentali e familiari.

Nella denuncia al sindaco viene attribuito il ruolo di aver impedito la rottura del paramento murario del loculo all'addetto del cimitero, perché non c’era l’autorizzazione da parte dei legittimi affidatari del loculo, i nonni di Andrea, sebbene lo stesso sindaco avesse già firmato il permesso di estumulazione della salma. Verso il figlio Camillo l'addebito di aver organizzato il corteo e il sit-in in cimitero e per aver chiesto alla madre di lasciare Andrea a Bussi per i motivi affettivi verso i bussesi promettendo di rinfrancare le spese di oltre 3mila euro che la madre aveva affrontato per l'acquisto del loculo a Montesilvano.

Quanto alle due donne, nella denuncia, si annota che avrebbero ostacolato l'accesso al loculo e gioito quando la madre Adele ha dovuto desistere e andare via senza poter rimuovere la bara. La madre chiede quindi di indagare sul ruolo dei quattro, riservandosi di costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento dei danni.

Walter Teti

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