Barriere mobili nel fiume per non inquinare il mare

La Regione condivide la soluzione proposta dai balneatori per salvare la stagione Mazzocca: «Pronti a finanziare l’intervento, che costerebbe 200mila euro»
PESCARA. Posizionando delle barriere di plastica nel fiume, dalla foce in poi, si può evitare che l’inquinamento raggiunga e contamini il mare. E, quindi, si può tentare di salvare la stagione balneare, fortemente a rischio a causa dell’inquinamento. La Regione è disponibile a fare la sua parte per realizzare il progetto delle barriere mobili, presentato dalle associazioni dei balneatori, e dopo averne discusso in due riunioni, oggi pomeriggio annuncerà ufficialmente come intende muoversi. Lo farà il presidente Luciano D’Alfonso nel corso di un convegno al Centro fiere Ibisco di Città Sant’Angelo sul tema “Subito una legge per ridare certezze alle imprese balneari”, organizzato da Sib e Fiba, le due associazioni di categoria dei balneatori che faranno arrivare i presidenti nazionali e i rappresentanti di altre Regioni, tra assessori e presidenti. Un’anticipazione arriva dal sottosegretario alla presidenza della giunta regionale Mario Mazzocca. Dopo aver ricevuto la proposta, spiega, la Regione si è occupata di una serie di «approfondimenti» tecnici arrivando alla conclusione che si può procedere ad una soluzione «soft», con un effetto «tampone», senza l’utilizzo di «pennelli stabili» ma ricorrendo a «materiale plastico» che dovrebbe essere posizionato a profondità tali da consentire la «laminazione tra acqua dolce e acqua salata». Un intervento, questo, che la Regione potrebbe «prendere in considerazione se la situazione non dovesse migliorare e se la stagione balneare dovesse essere messa in discussione», dice sempre Mazzocca senza voler anticipare l’intervento di oggi di D’Alfonso. I costi «dovrebbero aggirarsi sui 200mila euro» e la Regione potrebbe anche finanziare l’intervento, sempre che «le stime iniziali saranno confermate, anche se fino ad ora non abbiamo ricevuto richieste in tal senso».
L’apertura della Regione di fronte a questa proposta lascia soddisfatti i balneatori. Gianni Taucci, direttore della Confesercenti, commenta che «è ben accetta qualsiasi soluzione in grado di abbassare il carico di inquinamento. Nel caso specifico si tratta di barriere che recuperano gli inquinanti, li filtrano, e fa piacere che si approfondisca la proposta formulata dalle associazioni. Il vero problema sono gli scarichi abusivi, e ci si sta muovendo per identificarli. Ma si deve promuovere un’azione lungo il corso d’acqua affinché non si continui ad inquinare perché altrimenti si danneggia tutto il settore del turismo. In questa fase ci si è attivati abbastanza, tra Comuni e polizie competenti, ma si devono assumere la responsabilità quei sindaci che non intervengono e che invece che sono obbligati a trovare delle soluzioni. Più si riesce a pulire i percorsi dei fiumi e più si può cominciare a pensare ai corsi d’acqua come opportunità e non come problema, mentre fino ad oggi sono stati “seviziati” dalle non-scelte o dalle scelte urbanistiche».
«È un passo avanti importantissimo», commenta Stefano Cardelli, del Consorzio Imprese Balneari Adriatico (Ciba) della Confartigianato, che spera e prevede «un miglioramento della situazione» nel momento in cui si creerà un’azione sinergica legata «all’utilizzo delle barriere, che sono già state usate altrove, all’entrata in funzione dell’opera denominata Dk15 e ai controlli sugli scarichi abusivi». Cardelli ammette che i balneatori hanno «paura» di una riduzione degli affari, per la stagione 2016, dopo le polemiche che hanno accompagnato l’estate 2015 sul fronte dell’inquinamento del mare e della balneabilità, con tanto di inchiesta della Procura e una psicosi legata alle infezioni.
«La stagione comincia a maggio» e fino ad allora la situazione potrebbe migliorare», dice ancora, per cui «dovremo guardare ai risultati delle analisi tra un mese, non ora». Intanto «abbiamo chiesto un monitoraggio costante delle situazioni che risultano pendenti ormai da 50 anni e messo in risalto che la priorità vera, cioè il male assoluto, è il fiume, che va pulito. Pare che ci sia l’interessamento da parte di tutti. Ma fino ad oggi nessuno se n’è mai curato», come hanno sottolineato i circa mille cittadini scesi in piazza due giorni fa per chiedere mare e fiumi puliti.
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