«Basta antenne, sono pericolose» Appello ai politici di 4 comitati

13 Maggio 2019

Oggi a Montesilvano e domani a Pescara i cittadini incontreranno i candidati sindaco delle due città Si discuterà delle iniziative per scongiurare le installazioni degli impianti per la telefonia mobile

PESCARA. Un piano antenne e un catasto delle antenne, assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica (Vas) dei programmi presentati dai gestori della telefonia mobile, l’impegno a bloccare una eventuale sperimentazione dell’imminente tecnologia 5G sul territorio e il coinvolgimento nelle azioni da intraprendere per scongiurare le installazioni degli impianti sul territorio.
Sono le richieste che oggi alle 10 i comitati anti antenne Stop 5G Abruzzo, comitato No Antenne Pescara, comitato No Elettrosmog e comitato Meno Antenne Più Salute, presenteranno ai tre candidati sindaci al Comune di Montesilvano, Ottavio De Martinis, Enzo Fidanza e Raffaele Panichella.
L’incontro, tra i delegati dei quattro comitati, Tonia Di Giovacchino, Fabrizio Marini, Roberto Resta e Alessandro Credentini, che per l’occasione hanno «unito le forze con l’obiettivo di portare avanti una battaglia per la salute di tutti» e i candidati alla poltrona di sindaco, si svolgerà nella sala Tricolore. E domani la stessa delegazione incontrerà gli otto candidati al Comune di Pescara, sala commissioni ore 10. La tutela della salute e l’incognita su quali potrebbero essere le ripercussioni di una eventuale sperimentazione delle nuove tecnologie mobili sul territorio è alla base delle preoccupazioni dei comitati, che vogliono andare fino in fondo. Ai candidati chiederanno un «formale impegno» a rimandare al mittente tutto ciò che riguarda le installazioni di stazioni radio base, soprattutto se vicino alle abitazioni. «Sappiamo», si esprimono i comitati, «che vorrebbero installare un’antenna ogni 100-200 metri. È una follia».
Quindi, oggetto degli incontri, è «sollecitare», le future amministrazioni, «a fornirsi di un piano antenne e un regolamento comunale entro un anno dall’insediamento; la creazione di un catasto delle antenne; il risanamento delle situazioni critiche, col superamento dei 6 volt di potenza se evidenziate da studi effettuati dalle agenzie abilitate al monitoraggio; l’impegno a bloccare eventuali sperimentazioni nei rispettivi Comuni e, se fosse possibile, insieme agli altri Comuni italiani, adoperarsi per il rifiuto totale» delle installazioni «fino a quando gli studi scientifici non daranno risposte certe e rassicuranti su probabili danni alla salute».
Altre richieste che saranno avanzate dai comitati che si sono uniti per «essere più forti» nella guerra alle antenne, riguardano «l’assoggettabilità alla Valutazione ambientale strategica dei programmi presentati dai gestori della telefonia mobile, la legalità, la trasparenza, la promozione di campagne informative e il coinvolgimento dei comitati e delle associazioni del territorio» sulle iniziative da intraprendere.
«L’incontro», ipotizzano i comitati, uno dei quali, 5G Abruzzo, costituitosi il 23 marzo scorso e composto in prevalenza da donne, Antonella Ceci, Valentina Carchesio, Giovanna Anniciello, Elisabetta Ciccarone, Sonia Chiavaroli, Tonia Di Giovacchino e Barbara Di Fazio, «sarà certamente utile perché gli sforzi congiunti tra le due amministrazioni e i cittadini non possono che essere forieri di città vivibili, più a dimensione umana, più godibili, più funzionali e che possano essere antesignani di soluzioni più ecocompatibili».
Da anni, i comitati si battono contro le installazioni o la rimozione di impianti che proliferano nella zona dei Colli di Pescara. Nel luglio 2018 i cittadini dei comitati “No antenne” e “No elettrosmog” si sono incatenati davanti ai ripetitori di Valle Furci.