Becci dice sì: con le case ne beneficerà tutta la zona

19 Maggio 2016

PESCARA. «Non sono contrario alle residenze, sono dalla parte delle imprese». Il direttore della Camera di commercio Daniele Becci si dice subito favorevole al cambio di destinazione, da direzionale...

PESCARA. «Non sono contrario alle residenze, sono dalla parte delle imprese». Il direttore della Camera di commercio Daniele Becci si dice subito favorevole al cambio di destinazione, da direzionale a residenziale, richiesto dalla società Pescaraporto di Milia e Mammarella per due delle tre torri in costruzione sull’area confinante con l’ex Cofa, sulla Riviera sud.

A fronte della contrarietà che annuncia Forza Italia, pronta a dare battaglia in consiglio comunale, Becci dice subito: «In questo momento penso che sia l’unica via di uscita dalla crisi in cui ci troviamo. Con la qualità che sta esprimendo questo tipo di costruzione, io non ci vedo nulla di male, anzi, non sono affatto contrario alla realizzazione di appartamenti al posto di uffici. Anche perché in quel contesto lì, in base alle esigenze di mercato, la vedo durissima pensare a destinare quella costruzione a uffici. E poi anche il Marina, dalla realizzazione di eventuali residenze, potrebbe avere dei benefici, dal punto di vista degli esercizi commerciali. Ma in ogni caso va rivista un po’ tutta l’area. A prescindere se Pescaraporto possa destinare le costruzioni alle residenze», sottolinea Becci, «c’è da definire una volta per tutte il futuro di quell’area, il Pp2 ambito C. Lo strumento urbanistico è in mano al Comune e a questo punto ormai non c’è piu tempo da perdere, va definita questa zona della città che è rimasta un po’ così. E oggi questa iniziativa di Pescaraporto, la caserma delle finanze quasi finita, il recupero dell’ex Edison, con il fronte dell’ex Cofa da definire e con il Masterplan che prevede un allungamento dell’asse attrezzato lasciano intravedere le potenzialità di tutta una zona che avrà bisogno di parcheggi e servizi e che va dunque ben definita e al più presto».

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