Becci: «Servono le regole per far ripartire l’edilizia»

14 Giugno 2016

Il presidente della Camera di commercio si schiera dalla parte dei costruttori «Così non possiamo lavorare, gli imprenditori non investono più sul territorio»

PESCARA. «Lo sviluppo urbanistico della città è bloccato, perché mancano le regole». L’allarme stavolta arriva dal presidente della Camera di commercio, nonché titolare di una nota impresa edile, Daniele Becci. Più o meno le stesse parole, ma con toni più critici nei confronti dell’amministrazione comunale, sono state pronunciate sabato scorso dal presidente dell’associazione dei costruttori (Ance) Marco Sciarra. Entrambi sembrano pensarla allo stesso modo: «Pescara è ferma, perché l’attuale giunta comunale, in due anni di consiliatura, non ha deliberato un solo provvedimento in ambito edilizio e urbanistico».

Il sindaco Marco Alessandrini è intervenuto domenica scorsa per replicare a Sciarra, assicurando che non c’è stato un calo di attenzione da parte della sua amministrazione sui temi urbanistici e ha poi annunciato che entro brevissimo tempo verrà portata all’attenzione del comparto una serie di delibere «volte ad offrire le regole sulla rigenerazione urbana». Ma, evidentemente, le sue parole non hanno rassicurato gli imprenditori.

Dottor Becci, è anche lei convinto che l’urbanistica sia bloccata?

«Faccio innanzitutto presente che a me non interessa fare polemiche. Ma credo che sia lecito avanzare la richiesta di regole certe per il settore. Al di là delle critiche, in effetti la città ha bisogno di norme certe. Se io ho una proprietà dove voglio costruire, ho il diritto di sapere se lo posso fare o meno. Adesso invece tutto resta nella totale incertezza».

Lei, quindi, la pensa come il presidente dell’Ance Marco Sciarra?

«Sciarra è giusto che abbia sollevato questo problema, al di là delle polemiche che non mi interessano. Le ripeto, se io volessi fare un investimento rischierei di non poterlo fare per mancanza di riferimenti normativi. È come se andassi a giocare una partita di calcio, senza sapere se verrà applicata la regola del fuorigioco. Gli organi preposti non saprebbero dirmi se posso fare una cosa o meno. Io voglio vivere in un posto ed essere trattato come tutti i cittadini».

Ma queste regole sono necessarie per far costruire altri appartamenti che poi rimarranno invenduti?

«Una persona con i propri soldi ci fa quello che vuole. Ma non si tratta di costruire o meno altri appartamenti. Qui stiamo parlando di una città bloccata nello sviluppo urbanistico e che non riesce a crescere per la mancanza delle norme. Io vorrei che questa città abbia delle regole, come in tutti i Paesi democratici».

Con le regole ripartirebbero gli investimenti?

«Ci sono delle zone di Pescara molto appetibili dal punto di vista del mercato immobiliare e che potrebbero svilupparsi. Certo, la crisi è ancora forte, ma è anche vero che in queste condizioni, cioè senza regole certe, non si può lavorare».

Le regole che mancano sarebbero quelle del Decreto sviluppo, ossia premi di cubatura per incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio già esistente in città?

«Il recepimento del Decreto sviluppo è una delle tante cose che mancano. Noi vogliamo sapere se possa essere applicato alla nostra città. Persino la Regione Puglia, governata da un partito di sinistra come Sel, ha recepito le norme del Decreto sviluppo. Anzi, è stata addirittura la prima. Qui, a cinque anni di distanza, siamo ancora a discutere sul perché applicarlo».

Vorrebbe lanciare in proposito un appello all’amministrazione comunale?

«Gli appelli si lanciano quando qualcuno sta morendo. Non dico che siamo a questo livello, ma con la crisi gli imprenditori non investono più. Forse, se ci fossero delle regole certe, l’edilizia potrebbe ripartire».

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