Beffati i giudici onorari, il bonus di 600 euro non arriva

13 Maggio 2020

PESCARA. In campo nazionale sono alcune migliaia e in Abruzzo circa 300: i giudici onorari smaltiscono l'80% del contenzioso di primo grado. Un'attività importante e pesante che l'emergenza Covid,...

PESCARA. In campo nazionale sono alcune migliaia e in Abruzzo circa 300: i giudici onorari smaltiscono l'80% del contenzioso di primo grado. Un'attività importante e pesante che l'emergenza Covid, con il decreto "Cura Italia", ha stabilito di sostenere con un bonus di 600 euro per un massimo di 3 mesi. Ma questo contributo a oggi non è ancora arrivato per cui l'avvocatessa Lorella Scelli, giudice onorario di Pescara, ha deciso di scrivere alla Corte d'appello, delegata a questo tipo di pagamento, per capire il perché di questi ritardi. «Al momento», risponde la Corte aquilana, «non abbiamo ricevuto fondi per il pagamento dell'indennità di cui all'art. 119 del D.L. 17 marzo 2020. Non appena riceveremo l'accreditamento, sarà nostra cura provvedere ai pagamenti con sollecitudine». Il giudice onorario Scelli precisa anche che per il 2020 il ministero dell'Economia ha stanziato 204 milioni per il pagamento delle retribuzioni in favore dei giudici onorari, ma a oggi non sono arrivati né gli stanziamenti, né il bonus, «quindi non si comprendono i motivi che impediscono l'effettiva erogazione del contributo economico in favore di una categoria già sfruttata (retribuzione a cottimo in base al numero di udienze, mancato riconoscimento della previdenza, assenza di retribuzione in caso di malattia, assenza di ferie retribuite nonché mancato riconoscimento della maternità e paternità). L'eventuale ripresa dell'attività nel mese di giugno garantirà una retribuzione che si pone ben al di sotto del cosiddetto reddito di cittadinanza in violazione, ancora una volta, del principio sancito dalla Costituzione». (m.cir.)