Bene ristorazione e nuove attività, chiusure sul Corso

15 Novembre 2015

Resistono le aziende storiche nate negli anni Cinquanta Taucci: la crisi del caro affitti sta falcidiando molte imprese

MONTESILVANO. «A Montesilvano cresce il settore della ristorazione, soprattutto lungo la via Vestina; resistono le aziende storiche, in particolare quelle sorte negli anni Cinquanta; stringono i denti le botteghe e negozi di alimentari sotto casa; aumenta il numero delle nuove attività imprenditoriali; chiudono le attività in corso Umberto, prevalentemente a causa del caro affitti». I commercianti che sopravvivono nel centro cittadino chiedono maggiori attenzioni alle esigenze di una categoria già bastonata dalla crisi e dalle incapacità amministrative che si sono susseguite negli anni.

Gianni Taucci, direttore di Confesercenti, traccia una mappa della situazione commerciale in una città di 53mila 500 abitanti, nessuna industria e molte attività di vicinato. «A Montesilvano» spiega «resiste ancora la bottega e l'alimentare sotto casa, nonostante le difficoltà. Stringono i denti, ma vanno avanti. Così come a Pescara, in diverse zone di Montesilvano, come viale Marinelli, viale Abruzzo, via Adige e ai Colli, sopravvivono le attività di vicinato, frequentate in prevalenza dai residenti. In periferia, invece, si sta sviluppando la grande imprenditoria, vedi Lea e Flò oppure Reffa». Ciò significa, per il rappresentante della categoria, che Montesilvano è una «piazza appetibile dai grandi del business e non è più vista come città dormitorio. Ed à boom della ristorazione lungo la via Vestina: «È una via fortemente a carattere ristorativo, ci sono locali ogni due-trecento metri, il settore è in forte espansione». Resistono «le aziende storiche come Gianluca, profumeria Ecstasy o Costantini bomboniere. Molte sono nate nel 1957 e ancora lavorano perché hanno modificato il tipo di vendita, anche sul web attraverso le nuove generazioni. Insomma, hanno investito, saputo rinnovarsi e stare al passo con i tempi. La mortalità delle imprese si registra soprattutto in corso Umberto» oprosegue Taucci «la crisi e il caro affitti hanno falcidiato le imprese. E quelle che rimangono, hanno chiesto alle amministrazioni maggiore pulizia e attenzione alle loro esigenze. Sono loro, gli esercenti, che al mattino si puliscono le zone circostanti e sempre loro, che alla sera illuminano gli esercizi, pagando di tasca propria tasse infinite senza ottenere indietro servizi essenziali».

I commercianti di corso Umberto lamentano scarsa igiene delle strade e chiedono «maggiore decoro e vivacità nelle iniziative da programmare insieme all'amministrazione comunale». Confesercenti sottolinea l'entusiasmo dei 50 esercenti aderenti all'associazione Commercianti Montesilvano nel cuore che negli ultimi anni «hanno stampato di tasca propria le mappe della città da consegnare ai turisti, hanno messo in piedi iniziative qualificanti come la Notte Blu, la Domenica dello sport e i progetti per le famiglie che hanno rivoluzionato il pensiero di vivere la citta.

Sono circa 600 le attivita' commerciali operative. «Eppure», lamenta Taucci, «non esiste una piazza che rappresenti il punto di aggregazione di tutta la città. C'era un progetto di piazza più grande d'Abruzzo, nell'area dei grandi alberghi, ma non si sa che fine abbia fatto». Hanno difficoltà a nascere e crescere le start up «perché i giovani non hanno le spalle coperte» e, malgrado ne abbia tutte le caratteristiche, si fa fatica a «pensare Montesilvano come a una città a vocazione turistica e commerciale».

I turisti arrivano, ma poi 'prendono il pullman per andare a fare shopping nei centri commerciali».

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