Bentornato Di Fulvio: i pescaresi festeggiano il campione del mondo

Serata di celebrazioni alla Croce del Sud con Bovo e Rapini Il pallanuotista accolto dai fan con un maxi striscione
PESCARA. "Bentornato campione". Con questo striscione i ragazzi della Croce del Sud hanno voluto salutare Francesco Di Fulvio, reduce dal trionfo mondiale in Corea del Sud con il Settebello di Sandro Campagna. Una lunga serata, quella organizzata da Alessio Terra, titolare dello stabilimento balneare dove la famiglia Di Fulvio è di casa, con decine di persone arrivate per rendere omaggio al pallanuotista pescarese. Che ancora una volta si è dimostrato campione non solo in vasca, andando a ringraziare personalmente, uno per uno, tutti quelli che hanno voluto omaggiarlo con la serata di festa. Ha trascorso gran parte del tempo ad abbracciare gli amici di una vita, con la medaglia d'oro al collo, consumata per quante persone l'hanno voluta accarezzare. Il tutto sotto gli occhi orgogliosi di mamma Monica, papà Franco e i fratelli Andrea e Carlo, entrambi pallanuotisti, il primo impegnato a Firenze e il secondo punto di forza del Pescara Pallanuoto. «Non mi aspettavo tutto questo», dice Di Fulvio mentre viene conteso per uno scatto con cui immortalare la serata. «Ho la pelle d'oca sulle braccia, è una sensazione indescrivibile. Vincere un mondiale è un sogno, ma festeggiarlo con la gente con cui sei cresciuto ha un gusto particolare». Anche per questo, forse, torna a ribadire il suo sogno: «Mi piacerebbe un giorno giocare con i miei fratelli. Ovviamente a Pescara». Carlo e Andrea ci scherzano su: «Nel frattempo, giochiamo insieme a beach volley al mare», dicono, anche in considerazione del fatto che non capita spesso alla famiglia di ritrovarsi tutta unita in città. Tra i tanti presenti a tavola, davanti a porchetta, birra e tante risate, anche volti noti della pallanuoto locale e nazionale, come Nello Rapini e Alessandro Bovo, allenatore del Brescia che per un periodo ha avuto in squadra Francesco: «Purtroppo è rimasto con noi un solo anno, ma già allora si vedeva che aveva un talento fuori dal comune». Talento esploso prepotentemente durante il mondiale di Gwangju, quando Di Fulvio ha preso per mano i suoi portandoli fin sul tetto del mondo. Un successo che ha spalancato agli azzurri le porte olimpiche di Tokyo 2020, altro obiettivo nel mirino di Francesco, per provare a rivivere il sogno di Barcellona 1992.

