Betafence, incontro a sorpresa con gli operai «Li aiuteremo, è una chiusura da evitare»

TERAMO. Giuseppe Conte tra i lavoratori della Betafence di Tortoreto, ci mette la faccia nella battaglia per salvare l’unico stabilimento italiano della multinazionale delle recinzioni. Erano quasi...
TERAMO. Giuseppe Conte tra i lavoratori della Betafence di Tortoreto, ci mette la faccia nella battaglia per salvare l’unico stabilimento italiano della multinazionale delle recinzioni. Erano quasi tutti i 155 dipendenti a rischio ad attenderlo in presidio, controllati a vista dalla polizia e relegati in un’area periferica della zona del campus universitario di Teramo, lontani e nascosti rispetto alla sala in cui andava in scena il Forum internazionale del Gran Sasso. Lì, nel forum, nella tarda mattinata di ieri era atteso il presidente del Consiglio dei ministri. I dipendenti Betafence, che vivono l’incertezza del loro posto di lavoro, lo hanno aspettato per ore. Non era previsto alcun incontro con loro. Non solo: Conte era in ritardo e con tempi strettissimi. Alle 14 l’attesa era quasi rassegnazione e il disappunto dei lavoratori era già sui social. Poi la sorpresa: un collaboratore del premier ha chiamato una delegazione, sono andati i segretari provinciali della Fim Cisl Marco Boccanera e Fiom Cgil Mirco D’Ignazio. Il presidio in attesa. «Gli abbiamo consegnato un documento dettagliato con le tappe della vertenza, ma il presidente era già a conoscenza della questione Betafence», hanno detto all’uscita i due sindacalisti, continuando: «Ci ha garantito la massima attenzione e ha convenuto con noi sulla necessità di alzare il livello della discussione coinvolgendo il fondo Carlyle». Il fondo, che controlla il gruppo Praesidiad a cui a sua volta è afferente Betafence, non ha infatti mai preso parte direttamente al tavolo aperto presso il ministero dello Sviluppo economico, che ha già visto due incontri. L’ultimo, di soli pochi giorni fa, ha riportato i lavoratori nell’incertezza totale: Praesidiad vuole quatto o sei settimane per valutare possibili alternative alla chiusura dello stabilimento già annunciata. Il Mise gliene ha concessi tre. Il tempo stringe: uno stabilimento che produceva utili fino a poche settimane fa, oggi che è a rischio chiusura fa scappare i clienti. In due settimane persi oltre 2 milioni di euro commesse. Il timore è che la chiusura diventi per questo inevitabile.
Intorno alle 16, la costanza degli operai è stata premiata con la seconda sorpresa: prima di andare via dal forum, il premier si è presentato spontaneamente al presidio e ha incontrato i lavoratori di persona. Ha parlato con loro, pur mantenendo la distanza richiesta dall’emergenza sanitaria. Si è scattato una foto insieme a loro. Ci ha messo la faccia. Poi ha rilasciato anche una dichiarazione ufficiale, innalzando la Betafence a tema di primo piano della giornata. Cosa inimmaginabile solo poche ore prima. «È una vertenza molto delicata. Cercheremo di dare tutto il sostegno del Governo per quanto di competenza, per assicurare continuità produttiva a una realtà che da quanto ci viene rappresentato è in piena salute», ha detto il Premier, aggiungendo: «Francamente non ci è ancora chiaro il perché di questa vertenza. Faremo di tutto perché sia assicurato un futuro a questi lavoratori che si impegnano tanto e lo meritano. Hanno lavorato tanto anche durante il lockdown».
Luca Tomassoni
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