Bici e monopattini elettrici al posto del mercato etnico

Scatta la revoca dei permessi ai commercianti, spuntano nuove idee per l’area
PESCARA. Il mercatino etnico nel sottopasso di via Ferrari, costato 250mila euro alle casse comunali, ha i giorni contati. Ad appena due mesi e mezzo dalla sua apertura, sembra destinato ad essere smantellato in tempi molto brevi. L’amministrazione comunale ha deciso di avviare le procedure per la revoca delle concessioni agli ambulanti, in gran parte senegalesi, che avrebbero dovuto svolgere la loro attività commerciale nel sottopasso e invece non l’hanno mai fatto. Su 31 commercianti che hanno ottenuto i titoli abilitativi e hanno pagato le tasse per l’occupazione del suolo pubblico, solo uno svolge realmente l’attività. Da quando è stato aperto, il 15 giugno scorso, quel mercato appare come un deserto.
Ovviamente il centrodestra, che ha condotto numerose battaglie per impedire la realizzazione del mercatino, voluto fortemente dalla precedente amministrazione di centrosinistra, ora ha le armi per poter procedere alla chiusura della struttura. E già ci sono diverse idee su come trasformare quel tunnel in futuro. L’ultima arriva dall’assessore al commercio Alfredo Cremonese, che vorrebbe realizzare un deposito per l’affitto di bici, monopattini e tricicli tutti rigorosamente elettrici.
RIUNIONE CON I TECNICI. Il sindaco Carlo Masci e l’assessore Alfredo Cremonese hanno convocato per questa mattina una riunione con i tecnici comunali per individuare le procedure più idonee per poter procedere alla revoca delle concessioni rilasciate ai commercianti ambulanti. Una legge regionale, la numero 23 del 31 luglio 2018, all’articolo 94, indica i casi in cui può essere dichiarato decaduto il titolo abilitativo.
In proposito, il comma uno, punto D, è chiaro al riguardo: «Il titolo abilitativo è dichiarato decaduto», si legge, «qualora l’operatore non utilizzi, senza giustificato motivo, il posteggio assegnato per periodi di tempo superiori ad un mese in ciascun anno solare..., fatti salvi i casi di assenza per malattia o gravidanza».
«Da quando ci siamo insediati come giunta», ha fatto presente Cremonese, «il sindaco, io e il presidente della commissione Attività produttive Fabrizio Rapposelli, abbiamo avviato un monitoraggio del mercatino e ci siamo resi conti conto che è occupato da un solo commerciante».
AMBULANTI TRASFERITI. L’assessore ha tuttavia assicurato che i commercianti, che si vedranno revocare i permessi per inattività delle concessioni, potranno svolgere lo stesso il loro mestiere, ma altrove. «Il monitoraggio», ha precisato Cremonese, «è stato fatto anche in altri mercati dove si è scoperto che ci sono diversi posti disponibili. Posti che verranno messi a bando. Il nostro obiettivo è consentire agli ambulanti senegalesi di poter svolgere la loro attività nei mercati rionali, insieme agli altri commercianti».
VERTICE DI MAGGIORANZA. Una volta completata la procedura di decadenza, che prevede anche un lasso di tempo per eventuali osservazioni o ricorsi, l’amministrazione comunale si concentrerà sul futuro di quel tunnel. Per questo, è intenzione di Masci e di Cremonese di convocare una riunione di maggioranza per decidere la soluzione migliore. Cremonese, a titolo personale, ha lanciato l’ipotesi di una «cittadina dell’elettricità, ossia una sorta di deposito per l’affitto di bici e monopattini elettrici. Un servizio utile per i turisti che arrivano con il treno e vogliono girare la città. Nei giorni scorsi, il suo collega assessore Luigi Albore Mascia aveva proposto un museo del treno. Restano in ballo anche i progetti di riaprire al traffico il sottopasso e di realizzare un parcheggio.
LE REAZIONI. Si sono subito dichiarati favorevoli all’operazione i consiglieri di Fratelli d’Italia Fabrizio Rapposelli, che è anche presidente della commissione Attività produttive e Massimo Pastore. «Come presidente della commissione Commercio», ha detto Rapposelli, «torno a ribadire la necessità, ormai impellente, di provvedere a dare una destinazione adeguata all’area definita impropriamente mercato etnico. La battaglia che da sempre abbiamo portato avanti, contrastando la linea della passata amministrazione Alessandrini, aveva ragioni più che fondate. Quel mercato, che di etnico non ha nulla, ma di illegalità, è totalmente sguarnito di ambulanti». Rapposelli e Pastore propongono due soluzioni per il tunnel. «Restituire a quella zona la sua naturale vocazione, cioè quella della viabilità», hanno concluso, «o, in alternativa, un parcheggio/stallo per i camper anche perché sono presenti i bagni e l’energia elettrica».
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