Bici e moto, estate con 4 furti al giorno

20 Settembre 2015

Quattrocento denunce da giugno, ma i colpi sono stati molti di più. I mezzi recuperati possono essere visti in questura

PESCARA. Ne spariscono almeno quattro al giorno. I furti di biciclette e motorini sono diventati un’emergenza e proprio per questa la polizia stradale ha promosso un monitoraggio costante del fenomeno e sta indagando per risalire ai responsabili e ricostruire i movimenti dei mezzi spariti. L’ultima operazione risale all’inizio del mese, quando la Stradale, diretta da Silvia Conti, ha rintracciato un container da imbarco parcheggiato a Marina di Città Sant’Angelo nel quale erano state stoccate 53 biciclette rubate, smontate e imballate pezzo per pezzo, con quattro motocicli, un monopattino e alcuni compressori e gruppi elettrogeni. Nel giro di poco il container avrebbe raggiunto prima Napoli e poi Dakar, in Senegal, e l’intervento della polizia ha evitato che il tutto sparisse dall’Italia. Dopo gli accertamenti si è arrivati quindi al sequestro del carico e alla denuncia del senegalese che si stava occupando della spedizione, un 51enne con regolare permesso di soggiorno residente a Montesilvano.

Dopo la pubblicazione delle foto delle bici sul sito internet del Centro, avvenuta venerdì, molte persone hanno raggiunto gli uffici della polizia stradale, in via Pesaro 7, per vederle dal vivo, con la speranza di riconoscere la propria e di poterne ottenere la restituzione, dopo il via libera del magistrato. Questa speranza accomuna moltissimi pescaresi: tra il primo giugno e il 10 settembre sono state presentate 165 denunce per altrettanti furti di bici, molti dei quali sono avvenuti sul lungomare, a cui si aggiungono 233 furti di ciclomotori e motorini seguiti da denuncia. Bisogna tenere conto, però, che, in base alle statistiche, una persona su quattro non denuncia di essere stata derubata della propria bici, quindi i numeri reali sono molto più alti. Proprio in considerazione di questi dati, la Stradale non abbassa la guardia e sta continuando a lavorare per individuare gli autori dei colpi, i luoghi di stoccaggio e la destinazione dei mezzi rubati.

Per quanto riguarda il container bloccato a Città Sant’Angelo è presumibile che il senegalese non agisse da solo per cui gli accertamenti sono finalizzati a capire se attorno a lui ci fosse una rete e chi fossero i componenti: magari altri senegalesi o forse tossicodipendenti che, una volta messo a segno il furto, cedono il bottino a pochissimo, pur di procurarsi qualche decina di euro in contanti per la droga.

Per gli investigatori non tutte le bici rubate vengono spedite altrove. Una parte, cioè quelle ridotte peggio, finiscono subito sul mercato e vengono rivendute dopo essere state verniciate, per non dare troppo nell’occhio.

Ieri mattina, tra i tanti che hanno raggiunto la questura, tre persone hanno riconosciuto la propria bici e una quarta ha trovato il suo generatore, rubato in un garage e contrassegnato dal proprietario con un simbolo. Qualcuno, invece, si è affrettato a presentare la denuncia di furto delle due ruote, non avendolo fatto fino ad ora. Altri hanno scoperto a malincuore che tra la refurtiva diretta a Dakar non c’era anche la propria bici.

Negli uffici della Stradale possono essere visionati anche lo Scarabeo, la Vespa, la Yamaha e la Kawasaki trovati sul container. Chi fosse interessato a scoprire cosa è stato recuperato dalla polizia, deve rivolgersi telefonicamente al numero 085/428071 per chiedere di vedere la refurtiva.

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