Bimba ferita dopo una lite La scuola: no ai conflitti

28 Gennaio 2016

Alunna finisce in ospedale dopo la zuffa in palestra, la mamma sporge denuncia La preside Grillantini smorza i toni: nostro compito è educare, i genitori collaborino

PESCARA. «Se due bimbe discutono continuamente a scuola, e si picchiano anche, c'è solo una strada da seguire, che è quella della massima collaborazione tra la scuola, che mantiene sempre alta l'attenzione su questi episodi, e le famiglie». La dirigente della primaria di via Scarfoglio, Ada Grillantini, è certa che «tutti siano disponibili a trovare una soluzione» dopo l'episodio avvenuto venerdì scorso, in palestra, quando due bimbe si sono picchiate e una delle due è stata accompagnata dalla mamma in ospedale, dove è stata giudicata guaribile in sei giorni. Episodi che avvengono ovunque, ma in questo caso la donna ha sporto denuncia e ora chiede alla scuola di «collocare in un altro istituto» la bimba che si è accapigliata con quella sua, perché sia lei sia la figlia ora hanno «paura» ad andare avanti così.

«Le due bimbe», spiega, «non si prendono, nel senso che non provano grande simpatia reciprocamente e l'altro giorno, dopo essersi punzecchiate, si sono picchiate. È intervenuta una maestra, per separarle, e quando sono arrivata a scuola ho accompagnato mia figlia in ospedale, portandola in braccio perché faceva fatica a camminare. Al pronto soccorso, le sono stati riscontrati i segni delle strette al collo e al braccio e un eritema alla schiena». La mamma, che in passato ha discussione animatamente con i genitori dell'altra bimba sotto gli occhi degli altri genitori, davanti a scuola, non si è fermata lì e si è rivolta alla polizia, per cui la vicenda potrebbe avere degli sviluppi.

Cerca, invece, di ricondurre tutto su un terreno diverso la responsabile della scuola, che ogni giorno si occupa di circa 1400 bambini e di litigi tra i piccoli alunni ne vede e ne gestisce in quantità. «Ho parlato di questo episodio sia con i genitori delle bambine sia con gli insegnanti, ho coinvolto la rappresentante di classe e ho incontrato le bimbe, che si sono riappacificate e ho visto serene. Ho riscontrato la disponibilità di tutti a risolvere questa situazione che, comunque, è stata seguita dalle maestre», nel senso che non è stata affatto ignorata.

«Il conflitto tra bambini, in questo come in altri casi, va gestito con gli strumenti che abbiamo, senza dimenticare che qui si educa, per cui bisogna puntare a sanare i conflitti e non si può pensare di allontanare chi ci dà fastidio», prosegue la dirigente.

La scuola non ha mai girato la testa dall’altra parte, anzi. Per queste due bimbe un po’ esuberanti «siamo intervenuti anche in passato e continueremo a farlo», prosegue Grillantini, ma è auspicabile, se non necessario, che le famiglie abbiano «fiducia negli educatori» e che «collaborino con la scuola», senza pensare di poter risolvere «in autonomia» queste situazioni. L'obiettivo della serenità dei bambini deve essere comune e i genitori devono preoccuparsi, tra l’altro, di dare l’esempio. E rappresentare, per i piccoli, un modello di valori e comportamenti.