Bimbo investito: ore contate per le donne in fuga

15 Giugno 2015

Via Giovi a Montesilvano, i militari a caccia della macchina fuggita dopo aver rischiato di schiacciare il piccolo

MONTESILVANO. Proseguono le indagini dei carabinieri a caccia della macchina, una Micra Nissan grigio metallizzata vecchio tipo a tre porte, che si è sfrenata rischiando di schiacciare contro un cancello della casa di via Giovi a Montesilvano un bimbo di 9 anni, poi salvato dal papà.

Ieri mattina è stato proprio il padre del bimbo, Gabriele Florindi, a recarsi dai carabinieri della compagnia di Montesilvano alla guida del comandante Vincenzo Falce, per spiegare la dinamica dell’incidente e fornire la descrizione delle due donne proprietarie.

Florindi è infatti l’unico ad aver visto le due donne, probabilmente rom, risalire in macchina e andare via senza prestate soccorso al bambino che un attimo prima era stato investito dalla macchina.

L’uomo, nonostante la paura per il figlio e il tentativo di spingere via quella macchina, è riuscito anche a prendere la targa dell’auto che ha riferito ai militari che la stanno cercando. Ed è su quella targa che stanno lavorando i carabinieri a caccia quindi dell’auto che era parcheggiata sul marciapiede in via Giovi a Montesilvano, una traversa di via Vestina, e spingendo il bambino contro il cancello.

E’ proprio questo quello che ha messo a verbale Florindi ieri mattina dai carabinieri, illustrando la dinamica e tutto quello che ha visto.

L’auto appena parcheggiata si è sfrenata proprio al passaggio del piccolo con la sorellina di sei anni e dei due genitori, mentre la famiglia stava raggiungendo a piedi il parco di Guy Moll.

In una frazione di secondo l’auto ha toccato con la parte laterale il bambino di nove anni, spingendolo contro la cancellata retrostante da cui non avrebbe avuto scampo. Sarebbe rimasto schiacciato, infatti, se le urla di un altro ragazzino non avessero richiamato l’attenzione di padre e madre che avevano già superato l’ostacolo dell’auto parcheggiata per metà sul marciapiede e che a quel punto d’istinto si sono buttati dietro la vettura per cercare di fermarne la discesa, per salvare il figlio.

In mano ai carabinieri c’è la testimonianza del padre del bambino che ha riportato dieci giorni di prognosi, il modello e il colore dell’auto e anche una targa su cui si stanno concentrando gli accertamenti. Nessun aiuto, invece, arriverà dalle telecamere perché non sono presenti nella via, una traversa di via Vestina, né in un punto vicino che possa aver ripreso l’incidente. Il bambino, dopo essere stato soccorso, è stato dimesso dall’ospedale e ne avrà per dieci giorni. (cr.pe.)

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