Bimbo soffocato dal padre, a febbraio 2018 l’udienza sulle pratiche per l’adozione

Con l'ammissione delle prove ha preso il via ieri davanti al giudice monocratico, Laura D'Arcangelo, il processo riguardante le pratiche di adozione di Maxim, il bimbo russo di cinque anni ucciso nel...
Con l'ammissione delle prove ha preso il via ieri davanti al giudice monocratico, Laura D'Arcangelo, il processo riguardante le pratiche di adozione di Maxim, il bimbo russo di cinque anni ucciso nel sonno la notte tra il 17 e il 18 luglio 2014 dal padre adottivo, il tecnico informatico Massimo Maravalle, affetto da disturbo psicotico atipico. Gli imputati, accusati di falso in concorso, sono: la madre adottiva di Maxim, Patrizia Silvestri, il medico del Servizio di medicina legale e del lavoro della Asl di Pescara, Giuliana Iachini, e il medico di base Fabio Panzieri. Il giudice ha anche ammesso la lista testi presentata dalle parti. Sul banco dei testimoni saliranno, tra gli altri, due psichiatri, due assistenti sociali, una dottoressa e un dipendente Asl. Nel corso dell'istruttoria saranno ascoltati anche gli imputati, come chiesto dal pm. Dopo le formalità di rito il giudice ha fissato la prossima udienza: se ne riparla il 13 febbraio 2018. Per quella data i fatti contestati a uno dei tre imputati, ossia alla dottoressa Iachini, saranno prescritti. In particolare, Silvestri, assistita dall'avvocato Alfonso Vasile, è accusata di falso in quanto, nell'ambito delle procedure relative all'adozione, avrebbe omesso di riferire e fornire notizie sui disturbi e sulla patologia psichiatrica del marito. I due medici, difesi dagli avvocati Aldo Moretti e Marco Spagnuolo, avrebbero invece attestato che Maravalle era esente da difetti fisici e psichici, omettendo di rilevare l'esistenza di patologie. Per la vicenda sull'adozione, Maravalle è stato condannato dal gup con rito abbreviato a un anno di reclusione (pena sospesa). Relativamente all'omicidio del bimbo, è stato invece assolto dal gup perché, all'epoca dei fa

