Bimbo soffocato dal padre, perizia sulle intercettazioni

25 Novembre 2015

PESCARA. È stato affidato ieri pomeriggio dal gup Nicola Colantonio, l'incarico al perito Caterina Del Zingaro, che avrà il compito di effettuare la trascrizione di una serie di intercettazioni...

PESCARA. È stato affidato ieri pomeriggio dal gup Nicola Colantonio, l'incarico al perito Caterina Del Zingaro, che avrà il compito di effettuare la trascrizione di una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali alle quali sono stati sottoposti i quattro imputati, nell'ambito del processo per la morte di Maxim, il bimbo di 5 anni ucciso, nella notte a cavallo tra il 17 e il 18 luglio del 2014, dal padre adottivo Massimo Maravalle all'interno del suo appartamento in via Petrarca. L'uomo soffocò e uccise il piccolo «in preda a un delirio letale, paranoide e persecutorio». L'udienza è stata rinviata al 2 febbraio per la trascrizione delle intercettazioni, l'esame del perito e l'inizio della discussione. Insieme a Maravalle sono imputati la moglie Patrizia Silvestri, accusata di falso in concorso, in quanto insieme al marito, nel corso dei colloqui sostenuti nell'ambito delle procedure per l'adozione internazionale, avrebbe omesso di riferire e fornire notizie sui disturbi e sulla patologia psichiatrica di Maravalle, e i medici Giuliana Iachini e Fabio Panzieri, che devono rispondere del reato di falso, per avere redatto due certificati, nel corso delle procedure per l'adozione di Maxim, nei quali è stata attestata l'assenza di patologie nel candidato genitore Maravalle. Il padre adottivo del piccolo Maxim dal 28 settembre gode del regime della libertà vigilata, che gli è stato concesso dal gip in sostituzione della detenzione nella casa di cura e custodia annessa all'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa (Caserta), dove Maravalle era stato rinchiuso a partire dal dicembre del 2014: oggi è tornato a vivere a Pescara, nella stessa casa dove si è consumato l'omicidio, insieme alla moglie. L'uomo è obbligato a seguire le cure e ad assumere con regolarità i farmaci prescritti: deve presentarsi due volte a settimana al Centro di salute mentale.