Bimbo sotto il treno, la madre accusata di omicidio colposo

25 Luglio 2016

Oggi in Corte d'Assise il processo alla madre del piccolo di 3 anni che il 24 maggio 2014 venne investito e ucciso da un treno, vicino alla stazione di San Donato. Il pm modifica il capo di imputazione nei confronti della donna, che inizialmente era accusata di abbandono di minore. Accusati di concorso in omicidio il padre e il nonno del bambino. Prossima udienza il 10 ottobre

CHIETI. Davanti alla Corte d'Assise di Chieti, oggi, si è svolto l'esame di Loreta De Rosa madre di Francesco Pio, il bimbo di tre anni morto il 24 maggio 2014 dopo essere stato investito da un treno regionale in prossimità della stazione San Marco, nel quartiere San Donato di Pescara. La donna inizialmente era accusata soltanto di abbandono di minore, mentre il padre Vincenzo Spinelli e il nonno Cristoforo Spinelli, proprietario della casa dove vive la famiglia, di concorso in omicidio colposo. Per l'accusa, la madre avrebbe dovuto porre attenzione ed evitare che, indisturbati, i bimbi potessero allontanarsi. Il padre e il nonno sono invece sotto accusa per la custodia dei beni e, in particolare, per un buco, coperto da un vecchio frigorifero, presente nella rimessa della casa e da cui sarebbe passato il piccolo Francesco per raggiungere la ferrovia.

[[(standard.Article) Bimbo travolto dal treno: genitori e nonno a giudizio

Davanti ai giudici, la madre del piccolo ha raccontato di essersi allontanata solo qualche minuto per controllare il figlio più piccolo, di 5 mesi, che in quel momento aveva la febbre. La donna ha poi riferito che il bimbo non é rimasto solo, in quanto nel piazzale davanti casa c'erano circa venti persone. Il pubblico ministero Andrea Papalia ha modificato il capo di imputazione relativo al reato di omicidio colposo, che non è più integrato dalla norma secondo la quale «nei casi di nuovi insediamenti abitativi o industriali adiacenti alle ferrovie è fatto obbligo ai proprietari di provvedere, ai fini della sicurezza pubblica e dell'esercizio ferroviario, alla preventiva idonea recinzione dei terreni stessi in prossimità della sede ferroviaria».

Tra i testimoni intervenuti all'udienza, anche una parente degli imputati, la quale ha affermato che quel giorno il padre del bambino non era in casa, ma si trovava nella zona di San Silvestro. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 10 ottobre per la discussione delle parti. I tre imputati sono difesi dall'avvocato Luca Sarodi che si è avvalso della collaborazione di Antonio Massa nella ricerca e analisi normativa e giurisprudenziale del caso.