Biologico, sale il consumo Abruzzo quinto in Italia

Coldiretti conferma: «L’emergenza sanitaria spiana la strada ai prodotti green» Durante il lockdown nei supermercati la vendita è aumentata dell’11 per cento
L’AQUILA . In Abruzzo si coltiva e si mangia "bio". Frutta e verdura a chilometro zero, prodotti della terra, senza additivi e conservanti. Quanto di più genuino la natura può offrire.
Dal rapporto annuale del Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica (Sinab) della Coldiretti viene fuori un ottimo piazzamento per l'Abruzzo, che occupa il quinto posto tra le regioni con un incremento maggiore delle superfici biologiche e il 15esimo per ettari coltivati. Perché mangiar bene è sinonimo di salute.
PRODOTTI BIO. I consumi di alimenti biologici hanno raggiunto la cifra record di 3,3 miliardi per effetto di una crescita del 4,4% fino a giugno scorso, sotto la spinta della svolta green degli italiani favorita dall’emergenza Covid.
I numeri del settore, mercato, superfici, produzioni del biologico italiano con le tendenze e gli andamenti storici, delineano uno scenario da cui emergono dati importanti anche per l’Abruzzo dove, dal 2018 al 2019, le superficie biologiche sono aumentate del 6,8% contro una media nazionale dell’1,8%.
«La situazione emergenziale», sottolinea Coldiretti, «ha consolidato una tendenza alla crescita del settore che va avanti da oltre un decennio. Si conferma la spinta che la grande distribuzione organizzata sta imprimendo al mercato biologico con un incremento delle vendite nei supermercati dell’11% durante il lockdown». Gli abruzzesi, tendono a premiare il biologico nel fresco con aumenti del 7,2% per gli ortaggi e in alcune categorie specifiche come le uova, che crescono del 9,7% secondo l’Ismea.
AZIENDE GREEN. Sul piano produttivo l’Italia è risultata, nel 2019, il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico dove sono saliti a ben 80.643 gli operatori coinvolti (+2%).
In Abruzzo si è registrato un incremento di 2.009 unità, con un +1% rispetto al 2018. Le superfici coltivate a biologico, in Italia, sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%) di cui in Abruzzo ben 42.681 ettari contro i 39.950 del 2018 (+6,8%).
«In questo scenario di crescita si inserisce anche l’Abruzzo, dove i dati parlano chiaro e dimostrano un interesse sempre maggiore e costante nei confronti di questo segmento», dice ancora Coldiretti Abruzzo, «il biologico suscita grande appeal nel consumatore e, di conseguenza, nel produttore. Ma è anche vero che il cibo biologico proveniente dall’estero è sempre più presente, spesso non rispettando gli stessi standard di sicurezza. È necessario fare sempre attenzione alla provenienza».
LE IMPORTAZIONI. Sul piano nazionale, c'è stato un aumento delle importazioni di prodotti biologici da Paesi extracomunitari che ha fatto segnare un +13,1% delle quantità totali nel 2019 rispetto all’anno precedente. I cereali, le colture industriali e la frutta fresca e secca sono le categorie di prodotto biologico più importate, con un’incidenza rispettivamente del 30,2%, del 19,5% e del17%. I tassi di crescita delle importazioni bio più rilevanti si sono avuti per la categoria di colture industriali (+35,2%), di cereali (16,9%) e per il settore che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie (+22,8%).
«L’Italia è uno dei maggiori importatori di alimenti biologici da Paesi extracomunitari, con ben 210 milioni di chili, di cui quasi un terzo dall’ Asia», afferma il presidente nazionale della Coldiretti, Ettore Prandini, «occorre dare, al più presto, seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli Europei. È necessario intensificare le attività di controllo e certificazione dei prodotti biologici in entrata, con un maggiore coinvolgimento delle autorità doganali, per garantire i consumatori finali, rispetto alla qualità delle produzioni, e una corretta concorrenza tra produttori intra ed extra Ue».

