Biondi: «Sì al blocco, ma solo con i ristori» Pezzopane: «Sostegni previsti nei decreti»

Su zona rossa, sostegni alle attività produttive e altri provvedimenti, ieri è andato in scena un botta e risposta domenicale tra il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi (nella foto), esponente di...
Su zona rossa, sostegni alle attività produttive e altri provvedimenti, ieri è andato in scena un botta e risposta domenicale tra il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi (nella foto), esponente di Fratelli d’Italia e la deputata del Partito Democratico Stefania Pezzopane. Biondi ha richiesto al governo l’istituzione della zona rossa, attraverso il presidente della Regione Marco Marsilio, «ma solo a patto che siano previsti ristori per le attività produttive costrette alla chiusura e ausilio per le famiglie i cui ragazzi devono seguire la didattica a distanza, seppur temporaneamente, a seguito delle disposizioni di chiusura segnalate dalle scuole e valutate dal dipartimento di Prevenzione». Di questa istanza il sindaco ha informato il gruppo medico-scientifico dell’unità di crisi comunale riunito ieri. A fronte di questa richiesta, è giunta la replica della deputata Pezzopane. «La verità», scrive la parlamentare aquilana, «è che la zona rossa è una sconfitta, e se si fosse provveduto al tracciamento ed alla sorveglianza, a salvaguardare medici e personale nell’ospedale, a isolare subito i focolai come suggerivano medici, sindacati, e più modestamente il Pd, non saremmo arrivati a questo punto. Siamo tutti stanchi dei giochetti di prestigio di Marsilio e di Biondi. Nemmeno in questo momento così terribile, in cui sono costretti a chiedere la zona rossa dopo i trionfalismi del “Tutto ok!” degli ultimi giorni, riescono a fare le persone serie. I ristori per le zone rosse sono già previsti da Dpcm e decreti vari ivi compreso il Ristori-bis. Quindi la richiesta del sindaco non ha bisogno di nessuna strumentale condizione. Ci ha già pensato il governo a stabilire i sostegni. Quel “solo a patto che siano previsti ristori” del comunicato del sindaco, non ha senso».

