«Bisogna affondare le scogliere per abbattere l’inquinamento»

9 Aprile 2017

«Non abbassare la guardia. Insistere sugli interventi risolutivi». Lo chiede il responsabile nazionale di Cna Balneatori, Cristiano Tomei, parlando della balneabilità del mare. «È indubbio che le...

PESCARA. Il tempo stringe, perché l’estate è vicina. E Riccardo Padovano, consigliere delegato dal sindaco ai problemi del mare e del porto, continua a lavorare sulla sua idea di sfoltire le prime tre scogliere del lungomare nord. Lo ha già detto nelle scorse settimane e negli ultimi giorni ha proposto all’Arap (Agenzia regionale attività produttive), guidata da Giampiero Leombroni, in vista dei lavori per l’apertura della diga foranea. In quella sede ha anche saputo della «disponibilità, da parte della Provincia di Pescara, di alcune boe che potrebbero essere utilizzate per studiare le correnti marine, il flusso delle acque del fiume, la salinità e la torbidità. Pare», dice Padovano, «che siano custodite in un magazzino nel teramano. E quindi mi chiedo: perché nessuno dice che ci sono? Perché il presidente della Provincia Antonio Di Marco non le mette a disposizione? E perché non vengono tirate fuori?».

Tornando alla riunione all’Arap Padovano ha chiesto di «sfoltire, cioè di affondare sotto il pelo dell’acqua le prime tre scogliere del lungomare, partendo dal molo verso via Balilla. Non è un intervento soggetto a Valutazione di impatto ambientale e basterebbero 50mila euro. Un’operazione del genere», aggiunge, consentirebbe di «limitare la quantità di acqua dolce che, provenendo dal fiume, si trattiene sulla costa. E, quindi, farebbe aumentare la quantità di acqua di mare». Un discorso, questo, finalizzato a limitare un eventuale carico inquinante. «Le scogliere emerse bloccano l’acqua dolce, cioè creano un ristagno e in queste condizioni il batterio vive. L’acqua di mare, invece, consente di abbattere i batteri», per cui l’ideale sarebbe, «sfoltire tutte le scogliere di Pescara».

Il consigliere delegato alle questioni del mare, convinto sostenitore delle «scogliere soffolte e perpendicolari», si rifà ai risultati ottenuti nella zona sud di Pescara. Lì è stato «portato avanti il cosiddetto “esperimento Padovano”: dalle Canarie a Bagni 186 ci sono soffolte e pennelli e non ci sono stati problemi. Se i miei colleghi mi lasciassero fare, trasformerei così tutta la costa». Padovano, che è anche rappresentante del Sib Confcommercio, sarebbe addirittura per l’eliminazione totale delle prime tre scogliere, visto che «hanno assolto al proprio ruolo», e dice che potrebbero essere usate come materiale «per costruire il braccio soffolto, nell’ambito dell’apertura della diga».

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