Bivacchi in pineta: «Rimpatriateli»

28 Aprile 2018

Ennesimo blitz per bonificare l’area verde, ma residenti e operatori turistici restano critici

MONTESILVANO. Nuovo blitz in pineta, nel tratto davanti a via Firenze. Carabinieri, polizia municipale e carabinieri forestali sono intervenuti per l’ennesima volta nell’area verde occupata stabilmente da africani che, nel tempo, hanno trasformato quella zona in un luogo di bivacco, spaccio di droga e degrado. Una zona, cioè, da cui molti preferiscono stare alla larga. Ieri sono state allontanate tre persone, dice l’assessore comunale alla polizia locale Valter Cozzi, e la ditta che si occupa della gestione dei rifiuti, Formula Ambiente, ha pulito questo «dormitorio a cielo aperto, rimuovendo le tende dove vivono i senza tetto e il materiale che hanno accatastato». Ma è facile immaginare che l’effetto positivo sarà di brevissima durata. Ne sa qualcosa chi assiste ogni giorno alla vita di questi stranieri che hanno scelto «una strada diversa» rispetto al lavoro regolare e alla legalità, come fa notare Pina Silvetti, titolare dello stabilimento Bagni Bruno.
In questo tratto di pineta, tra via L’Aquila e via Isonzo, si ritrovano «fino a trenta persone», dice Silvetti dal lido, che si trova proprio davanti alla pineta. Ma «nell’ultimo periodo il numero è sceso, grazie ai controlli». Sotto a quegli alberi «bevono e fanno i lori bisogni. Probabilmente fanno anche qualcosa di illecito», come lo spaccio, visto che «ogni tanto vengono arrestati ma tornano subito liberi e quindi li rivediamo lì. Non sono violenti, non abbiamo mai assistito ad aggressioni o danneggiamenti ma non è una bella situazione da vedere. Dopo i blitz si spostano sulla spiaggia per un po’ ma poi tornano puntualmente in pineta». Un problema vecchio e irrisolto. Silvetti pensa che si dovrebbe fronteggiare solo in un modo: «Ben venga chi lavora ma tutti gli altri dovrebbero essere rimpatriati. La legge, però, non consente di fare granché».
Delle soluzioni sono state prospettate dal comitato “Riprendiamoci Montesilvano” che il 25 aprile ha anche manifestato contro il degrado. Le ricorda Marco Forconi che sollecita «un’azione di repressione quotidiana da parte delle forze dell’ordine per contrastare lo spaccio e rallentare il degrado progressivo della zona in attesa che venga modificata la normativa a livello nazionale». Chiede anche un intervento «di tipo preventivo per trasformare la pineta in un’area per bambini».
Osvaldo Cuciniello, che vive a poca distanza dall’area dove sono “alloggiati” gli africani ed è un componente del comitato, segnala anche «la presenza di prostitute» e propone «l’istituzione della Ztl dalle 20 fino alle 6 del mattino, l’installazione di telecamere e l’illuminazione della pineta, in modo da limitare l’illegalità». Le battaglie di Cuciniello vanno avanti da tempo visto che «i primi bivacchi risalgono al 2016 ma con lo sgombero delle case di via Ariosto il numero di stranieri in pineta è aumentato. C’è un degrado incredibile e mi chiedo come si possa pensare ad una forma di integrazione se nella stessa zona sono concentrati questi bivacchi e lo Sprar, che ospita donne e bambini. Abbiamo sottoposto il caso a tutti, perfino al ministero dell’Interno che ha interessato il Comitato per l’ordine pubblico».
«Nell’ultimo periodo i controlli sono stati ripetuti in continuazione», dice Cozzi, «e siamo arrivati a registrare pochissime presenze, sotto alla pineta. Ce la stiamo mettendo tutta e continueremo a vigilare, pur sapendo che abbiamo di fronte un fenomeno, quello dell’immigrazione, di proporzioni enormi. E il Comune farà altro: provvederemo all’illuminazione della zona e stiamo pensando alla istituzione della Ztl, anche se l’iter è complesso e l’operazione molto costosa».
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