Blitz dei vigili urbani in tre palazzine rifugio di disperati

11 Aprile 2018

Denunciati dieci stranieri scovati nell’ex sede dell’Enaip Materassi sopra le scrivanie tra migliaia di documenti

PESCARA. Palazzine abbandonate e fatiscenti, piene rifiuti e sporcizia, trasformate in abitazioni. Ecco cosa sono diventati gli edifici che ospitavano la sede dell’Enaip e dell’Enfap, sulla riviera nord di Pescara. Ieri mattina la terribile realtà che si nascondeva dietro quelle mura (pubbliche) è stata accertata dal Gruppo di intervento operativo nucleo antidegrado (Giona) della polizia municipale, diretto dal maggiore Danilo Palestini.
Nel corso di un blitz scattato nelle prime ore della mattina sono state trovate all’interno delle tre palazzine del Comune dieci persone (quattro africani e sei romeni), di cui sette uomini e tre donne. Si erano suddivisi gli spazi e occupavano il primo piano delle costruzioni, dove avevano sistemato letti e mobili. Dentro quei locali la polizia municipale ha trovato un mare di rifiuti e, soprattutto, materiale - anche di valore - tra cui computer, scrivanie, sedie, il tutto abbandonato e accatastato alla rinfusa. E poi documenti a non finire, riconducibili con ogni probabilità alle attività che si sono svolte in quelle stanze. E, ancora, un kajak, una carrozzina per disabili, lettini per visite mediche, biciclette e molto altro ancora. Incuria ovunque, dentro e fuori gli stabili, facilmente accessibili perché le porte erano aperta. Gli uomini della municipale, agli ordini del comandante Carlo Maggitti, hanno denunciato le 10 persone identificate per occupazione di edifici pubblici e promosso gli accertamenti sui titoli di soggiorno. Il personale di Attiva si è occupato subito di smaltire i rifiuti all’esterno. Oltre alla messa in sicurezza e alla chiusura dei locali, per evitare che ci siano altri bivacchi, il Comune si dovrà ora occupare di smaltire i cumili di materiale trovato nelle palazzine.
Il sindaco Marco Alessandrini elogia il gruppo guidato da Palestini, diventato «un modello da replicare per le altre città» e sottolinea i «sacrifici» fatti. «Con più forze», aggiunge, «sarebbe possibile ampliare su vasta scala il lavoro di controllo di Giona».
«Avevamo detto pugno di ferro in un guanto di velluto contro il degrado ed è quello che il gruppo sta realizzando», aggiunge l’assessore Gianni Teodoro. I controlli stanno riguardando i «luoghi più a rischio, quindi il quadrilatero centrale, e gli edifici pubblici che non hanno ancora una destinazione, come l’ex Enaip per il quale ci attiveremo per evitare che venga rioccupata». Gli edifici, assicura, saranno «bonificati e svuotati di tutto il materiale distrutto dai vandali e accumulato dai senza dimora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA