Blitz di polizia e vigili urbani Liberati gli alloggi dagli abusivi

PESCARA. Sgomberati dalle forze dell'ordine (fotoservizio Giampiero Lattanzio) 5 alloggi popolari abusivi situati nei palazzoni cadenti di via Passo della Portella, angolo via Rigopiano. Il bilancio...
PESCARA. Sgomberati dalle forze dell'ordine (fotoservizio Giampiero Lattanzio) 5 alloggi popolari abusivi situati nei palazzoni cadenti di via Passo della Portella, angolo via Rigopiano. Il bilancio della vasta operazione antidegrado nella porzione di quartiere a ridosso del presidio ospedaliero ribattezzata la Scampia pescarese, è di 16 persone, sette adulti e nove minori, tutti italiani tra cui due rom, allontanate dalle abitazioni, civico 88/ 1-4-5-6 e 9, occupate senza titolo da mesi. Nessuna scena di isteria nel corso dello sgombero, ma minacce degli abusivi all'indirizzo degli inquilini regolari che da mesi e mesi denunciano il forte clima di violenza e intimidazione che si respira nel borgo popolare a causa delle faide tra gang di italiani, stranieri e rom che si litigano il territorio sul controllo dello spaccio di droga.
Porte e finestre di uno degli alloggi, evacuati di prima mattina e immediatamente murati con blocchi di mattoni forati e rafforzati con assi di ferro dagli operai dell'Ater che hanno fatto girare tutto il giorno la betoniera con l'impasto di cemento, è stato abbattuto con le mani immerse nel cemento ancora fresco e rioccupato nel tardo pomeriggio da una delle famiglie di abusivi andati ospiti da familiari e amici residenti in altri quartieri.
Dopo le numerose denunce alle istituzioni e alle forze dell'ordine dei residenti preoccupati per il clima incandescente che si respira nel borgo, ieri mattina alle 8.39 è scattato il blitz degli agenti del Giona (Gruppo operativo nucleo antidegrado, 12 elementi) della polizia municipale, supportati da diverse pattuglie della polizia, coordinati rispettivamente dal maggiore Danilo Palestini e dal vice dirigente della squadra mobile Dante Cosentino.
Il Sunia, sindacato degli inquilini diretto da Giuseppe Carminelli che ha raccolto per due anni le denunce degli assegnatari regolari, plaude all'intervento delle forze dell'ordine, ma ora chiede all'Ater e al Comune che «gli alloggi sgomberati vengano subito assegnati agli sfollati di via Lago di Borgiano ospiti degli alberghi cittadini».
Quella di ieri è stata una imponente operazione di ripristino della legalità (teatro dell'intervento il cortile, accerchiato dai palazzi decadenti risalenti agli anni Cinquanta) che ha coinvolto un centinaio di operatori tra agenti delle forze dell'ordine, vigili del fuoco, due assistenti sociali del Comune che si sono occupate dei figli minorenni delle famiglie allontanate e sanitari con un’ambulanza del 118, intervenuta per soccorrere un irregolare che ha accusato un lieve malore. Nel corso dell'intervento, a cui hanno partecipato anche gli operatori di Attiva che hanno ripulito le aree verdi esterne da cumuli di immondizia, i vigili urbani hanno posto sotto custodia giudiziaria quattro veicoli e un motociclo, trovati privi di assicurazione.
I possessori dei mezzi sono stati sanzionati con multe di 800 euro ciascuno, oltre alle spese per il carroattrezzi che ha portato via i veicoli. Sono intervenuti anche gli operai dell'Aca, dell'Enel e della società del gas, incaricati di staccare le utenze abusive allacciate ai contatori degli inquilini con regolare contratto (27 su 80 alloggi popolari in via Passo della Portella, di proprietà dell'Ater, azienda territoriale per l'edilizia residenziale).
Per tutta la giornata, si sono avvicendate pattuglie della polizia che hanno presidiato il borgo al fianco degli agenti del Giona, il braccio armato municipale contro il degrado e l'illegalità, fortemente voluto dall'assessore comunale Gianni Teodoro e dal comandante della polizia municipale Carlo Maggitti.
Gli agenti sono rimasti al fianco degli inquilini, che da una parte hanno accolto con favore l'intervento dello Stato, ma dall'altra sono sempre più terrorizzati da eventuali ritorsioni.
«A tal punto che qualcuno sta pensando di andarsene perché non regge più la paura e la tensione», afferma Carminelli, delegato del Sunia Pescara, «anche oggi (ieri), davanti alla polizia schierata, i residenti sono stati presi a parolacce e fatti oggetto di minacce niente affatto velate».
Nei giorni scorsi, gli assegnatari regolari avevano chiesto all'Ater le telecamere di sorveglianza nel borgo e il Sunia ha inoltrato un esposto in procura e chiesto un incontro col prefetto Gerardina Basilicata per chiedere una vigilanza serrata sul territorio cittadino.
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